LIVORNO Sono in fase di avvio i lavori di restauro per la chiesa di San Giovanni Battista, uno dei più antichi luoghi sacri di Livorno, la cui gestione è dal 2002 affidata alla Comunità di Sant'Egidio che ha appunto sollecitato l'intervento presso il Fec (Fondo per gli Edifici di Culto), da quasi 150 anni detentore dell'immobile. Eseguiti sotto l'egida della Soprintendenza, i lavori, al momento, prevedono però solo il ripristino del tetto per eliminare le infiltrazioni di pioggia. Ma l'auspicio è che in un prossimo futuro si possa mettere mano anche al resto della chiesa che mostra vistosi segni del tempo. I finanziamenti per i lavori sono statali in quanto il Fondo per gli Edifici di Culto fa direttamente capo al Ministero dell'Interno: è una condizione venutasi a creare nel 1867 quando il Regno d'Italia decise di confiscare i beni appartenenti a ordini religiosi ed enti ecclesiastici. Nel totale furono perciò circa settecento in Italia gli edifici sacri, fra chiese, conventi e basiliche, comprese le opere d'arte ivi contenute, che passarono allo Stato. A Livorno è compresa nel Fec la sola chiesa di San Giovanni Battista, innalzata dai padri Agostiniani nel 1624 su progetto di Giovanni Francesco Cantagallina, autore anche di fortificazioni del porto di Livorno e del Lazzeretto di San Jacopo. Le origini della chiesa, la cui facciata principale è rivolta su via Carraia, sono però molto più antiche: si narra infatti che un oratorio intitolato a San Giovanni esistesse sin dal XIII secolo. I padri Agostiniani, stabiliti già da un paio di secoli in San Jacopo, vi costruirono poi accanto un convento, dove si trasferirono nel 1425.