PANCHINE rotte, scritte sui muri, fontane senz'acqua, aiuole secche e immondizia sparsa. È questo lo spettacolo che riserba Villa Aldobrandini, uno dei gioielli delle ville storiche del Centro di Roma per le antiche testimonianze monumentali che conserva, tra statue, cippi, marmi. Potrebbe essere un'autentica oasi col suo giardino a terrazza belvedere che regala il panorama ravvicinato della Torre delle Milizie e dei Mercati di Traiano. Ma la visita, a poche decine di metri in linea d'aria dal Quirinale, offre tutt'altra suggestione. A sinistra dell'ingresso su via Mazzarino, su cui campeggia il cartello "Si comunica che la villa è aperta dall'alba al tramonto", fa bella mostra una cuccia popolata solo di ragnatele con su scritto "spiacenti stiamo fuori tutto l'anno". Superate le rampe di scale che s'inerpicano tra i monumentali resti di costruzioni del II secolo d.C., il "giardino segreto" della residenza del cardinale Pietro Aldobrandini appare in uno stato di totale degrado quasi che un tesoro simile sia stato dimenticato intenzionalmente. Le assi delle panchine sono divelte e tutte le vasche delle fontane sono incrostate e vuote. Il padiglione tardo cinquecentesco che spicca su largo Magnanapoli ha subito crolli a causa della neve. Sull'altro lato, il padiglione gemello espone un grosso cartello "Rione Monti associazione ricreativa sportiva". Dagli uffici della sovrintendenza dicono che è un'occupazione abusiva, e che nonostante le denunce non sono ancora riusciti a sgomberarla. (laura larcan)