L'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici un prestigioso istituto di filosofia con sede a Napoli è a un passo dalla sua fine Com'è avvenuto in Europa per altre importanti istituzioni scientifiche, anche intorno all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli è cresciuta una grande biblioteca. L'Istituto, fondato nel 1975 dal facoltoso avvocato Gerardo Marotta, nel corso del tempo, e in particolare collaborazione con studiosi tedeschi, è diventato un faro di cultura in cui hanno operato personalità come Hans-Georg Gadamer, Konrad Geiser, Karl Heinz Hilting o Karl Otto Apel. Jürgen Habermas è un amico molto stretto dell'Istituto. Dall'Istituto è scaturita una "Scuola di studi superiori" con 200 sedi nel Mezzogiorno d'Italia. Eppure oggi questo progetto esemplare, che si è irradiato nelle province culturalmente inaridite del Sud, rischia di finire con lo stesso Istituto. L'anno scorso scienziati come Irving Lavin (Princeton), Sebastian Schütze (Vienna), Remo Bodei (Berkeley), hanno insistito ancora una volta sull'importanza di quest'istituzione per la ricerca. Invano. La biblioteca dell'Istituto, una delle più importanti di questo genere nell'Italia meridionale, che conta circa 300.000 volumi, è inaccessibile. Molti dei libri sono stati impacchettati in cartoni e depositati nella periferia industriale di Napoli, perché l'Istituto non può più pagare gli stipendi e gli affitti dei locali. Restano circa 50.000 volumi conservati nell'abitazione privata di Gerardo Marotta che egli tiene a disposizione di studenti e studiosi. Anche Jürgen Habermas apprezza la biblioteca di 300.000 volumi L'ottantacinquenne fondatore dell'Istituto ne ha mantenuto in vita per decenni l'attività con le sue risorse personali, a cui si sono aggiunti, negli anni, contributi pubblici. Ma le promesse da parte della Regione spesso non sono state mantenute. Per sopravvivere, secondo le stime di Gerardo Marotta, l'Istituto avrebbe bisogno di 2,5 milioni di euro all'anno. A causa di ritardi e mancati contributi, l'indebitamento è giunto alla somma di 10 milioni di euro. Da tre anni i finanziamenti risultano completamente bloccati per tortuosità burocratiche e incomprensibili avversioni e gelosie del mondo universitario locale per il quale, come lamenta l'avvocato Marotta, l'importanza internazionale dell'Istituto è stata una spina nel fianco. In questi giorni le proteste di studiosi e di scienziati dall'Italia e dall'estero hanno preoccupato anche il Presidente della Repubblica, che ha sollecitato i funzionari responsabili ad agire tempestivamente. Ma questi prendono ancora tempo. Davanti al portone del palazzo Serra di Cassano sede del "Istituto Italiano per gli Studi Filosofici" il palazzo da cui prese avvio la rivoluzione napoletana del 1799 si sono raccolte alcune centinaia di persone per protestare contro l'attuale minaccia di chiusura dell'Istituto. Il sindaco della città di Napoli ha offerto per la biblioteca alcune sale nel palazzo storico dell'"Albergo dei poveri", di cui, tuttavia, dovrebbe essere preliminarmente completato il costoso restauro. Se non si prenderanno al più presto misure concrete, l'Istituto dell'avvocato Marotta, dopo 37 anni di attività, sarà costretto a chiudere.
Di libero ci sarebbe ancora il "Reale Albergo dei Poveri"
L'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, fondato nel 1975, è un importante istituzione culturale che ha ospitato personalità come Hans-Georg Gadamer e Jürgen Habermas. La sua biblioteca, una delle più grandi dell'Italia meridionale, conta 300.000 volumi, ma è stata messa inaccessibile a causa del mancato pagamento degli stipendi e degli affitti. L'istituto ha un indebitamento di 10 milioni di euro e non riceve finanziamenti da tre anni a causa di problemi burocratici e avversioni del mondo universitario locale. I funzionari responsabili hanno sollecitato il Presidente della Repubblica a intervenire, ma non hanno ancora preso misure concrete.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo