Lettera dell'Aib a Napolitano: a forte rischio un servizio essenziale e milioni di investimenti fatti Anche le biblioteche scolastiche rischiano di finire sotto la scure della "spending rewiev': Questo è il timore dell'Associazione italiana biblioteche che, con i presidente Stefano Parise, ha scritto un'accorata lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. I motivi di preoccupazione sono legati a ciò che prevede il comma 13 dell'articolo 14 del decreto legge 952012 sulla revisione della spesa pubblica. Vi si legge che gli insegnanti ritenuti inidonei alla docenza in aula, ma idonei per altri compiti, «transitano nei ruoli di assistente amministrativo o tecnico». Insomma: chi non è più in grado di stare in classe con i ragazzi, solitamente per ragioni legate allo stress professionale, viene confinato in segreteria. Fino ad oggi, invece, tanti di questi professori, dopo un adeguato corso di riqualificazione professionale, assumevano l'mcarico di "docente bibliotecario", andando a gestire la biblioteca della scuola. «Se attuato - scrive Parise al capo dello Stato - il trasferimento dei "docenti bibliotecari" comporterà un'irragionevole dispersione di competenze e l'interruzione dei servizi di biblioteca, vanificando tanti progetti (promozione lettura, educazione ai beni culturali, educazione alla ricerca e all'uso competente delle informazioni) che vedono nella biblioteca uno speciale ed efficace ambiente per l'apprendimento». A sostegno di questa preoccupazione, l'Aib cita anche i dati relativi agli investimenti effettuati per sviluppare le biblioteche scolastiche. Risorse che, se il servizio dovesse cessare per la scomparsa dei docenti bibliotecari, andrebbero disperse. Già nel 1999-2001, ricorda l'Aib, il programma di "Promozione e sviluppo delle biblioteche scolastiche"; ottenne un finanziamento di 20 miliardi di lire per i progetti di biblioteca e 800 milioni di lire per la formazione del personale. Tra i1 2003 e i1 2009, il progetto "Biblioscuole" è stato sostenuto attraverso un finanziamento da parte di più enti, tra cui il Miur, che ha investito 8 milioni di euro. Infine, l'iniziativa "Amico libro" per due anni ha dato mille euro ad ogni scuola partecipante. Da ultimo, l'Aib segnala che l'obiettivo della manovra del governo è risparmiare 24 milioni di euro, ma lo stesso esecutivo già prevede un investimento di circa 140 milioni per formare nuove "figure strumentali" utili anche in biblioteca. Forse, dicono all'Aib, questi soldi potrebbero essere risparmiati lasciando le cose come stanno, senza smantellare il servizio. «Le biblioteche nella scuola - scrive sempre Parise a Napolitano - sono palestre fondamentali per costruire cittadinanza (anche digitale) attiva e partecipe; esse possono in parte dematerializzarsi, rendendo accessibili le risorse elettroniche (compresi i libri di testo) utili all'apprendimento, ma non esistono se private della figura del bibliotecario, che oggi è un esperto dell'informazione e della documentazione in grado di costruire percorsi adeguati alle esigenze dei propri utenti (docenti e studenti) e di formare l'utenza all'uso esperto delle risorse informative».
Scure del governo sulle biblioteche scolastiche
L'Associazione italiana biblioteche (Aib) ha scritto una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, esprimendo preoccupazione per il futuro delle biblioteche scolastiche. Il comma 13 dell'articolo 14 del decreto legge 2012 sulla revisione della spesa pubblica prevede che gli insegnanti ritenuti inidonei alla docenza in aula, ma idonei per altri compiti, vengano trasferiti nei ruoli di assistente amministrativo o tecnico, mentre i docenti bibliotecari vengono eliminati. L'Aib teme che questo provvedimento comporterà l'interruzione dei servizi di biblioteca e la dispersione di competenze.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo