Il passaggio incriminato arriva all'inizio della lettera aperta inviata al presidente Napolitano, al presidente del Consiglio Monti, al ministro per i Beni culturali Ornaghi. Quando a proposito del provvedimento che stabilisce la possibile creazione di una fondazione privata per gestire, eventualmente, la pinacoteca di Brera si precisa: «Tutto ciò anche dopo il "confuso" pasticcio della Fondazione Museo Egizio di Torino». Dopo le numerose reazioni pubblicate dal Corriere (ieri quella del segretario generale della Fondazione Cini, Pasquale Gagliardi) arriva cosi la dura replica della fondazione torinese: «Prendiamo atto della posizione degli illustri intellettuali che hanno firmato il documento ma riteniamo totalmente inappropriato il coinvolgimento della Fondazione Museo delle antichità egizie di Torino citato come "pasticcio" e come esempio di cattiva gestione». La Fondazione «respinge le critiche al mittente», ricordando «che il patrimonio del Museo Egizio è e resterà sempre dello Stato». E che questo patrimonio «è stato conferito in comodato d'uso per 30 anni con l'obiettivo, fissato dal Mibac, di valorizzare un patrimonio attraverso uno strumento, la Fondazione, che, oltre a essere stata riconosciuta ente di ricerca, è senza scopo di lucro».