La precisazione del presidente della Fondazione dedicata al celebre filosofo Caro direttore, le scrivo dopo che numerosi giornali, ed anche la Repubblica, hanno dato notizie sulla Biblioteca dell'avvocato Gerardo Marotta, fondatore dell'Istituto per gli Studi Filosofici di Napoli, in cui si mette in rilievo che essa conterrebbe opere di Benedetto Croce e di Giambattista Vico. Poiché il riferimento, così sottolineato, non può essere alle opere di questi autori che tutte le biblioteche pubbliche italiane contengono, sembrerebbe alludere alla celebre collezione vichiana, raccolta negli anni da Benedetto Croce, che tutti gli studiosi di questa materia conoscono e che è custodita presso la "Fondazione Biblioteca Benedetto Croce", di cui sono presidente. Così dicasi di tutte le edizioni e numerose traduzioni delle opere del Croce, nonché della miscellanea, dei manoscritti editi ed inediti, e del vastissimo carteggio di circa 10.000 corrispondenti. Del resto l'avvocato Marotta conosce benissimo l'una e l'altra raccolta, avendolo io stesso accompagnato più volte, da ultimo anche in occasione di una visita del Presidente Giorgio Napolitano. Mi aspettavo quindi che fosse lui, per non generare equivoci, a precisare il contenuto della sua Biblioteca, di cui peraltro si attende il catalogo. I rapporti con l'Istituto per gli Studi Filosofici da parte delle istituzioni crociane di Napoli, Biblioteca e Istituti di Studi Storici, sono sempre stati improntati a cordialità e rispetto, mi spiace quindi procedere a questa necessaria precisazione, essendo numerosi gli studiosi da tutto il mondo che si rivolgono alla Biblioteca Benedetto Croce per accedere a questi e altri fondi manoscritti e librari. L'INTERVENTO DEL MIBAC Dopo l'appello a Ornaghi degli intellettuali per l'Istituto di Marotta il ministro ha fatto sapere che nel 2011 sono stati dati 1, 2 milioni di euro e che interverrà per risolvere la situazione.