PALERMO. Un altro progetto per la realizzazione di hotel nelle Eolie sta per essere sbloccato e il cantiere potrebbe essere aperto fra pochi giorni. Dopo la sentenza del Tar di Catania che ha imposto di riesaminare la pratica per la realizzazione di un albergo a Vulcano, anche il progetto che la «Eoliana servizi marittimi» intende realizzare a Lipari potrebbe decollare. Anche questa è unadelle otto strutture bocciate in autunno perché ricadenti in zona sottoposta a vincolo paesistico ma l'imprenditore ha chiesto di spostare il cantiere in un punto diverso (seppure nella stessa contrada «Pignataro») e ha già ottenuto dalla Sovrintendenza il via libera al primo lotto. «Inizierò fra qualche giorno i lavori per realizzare un centro per diportisti con moletto e 20 camere da 60 posti letto - precisa l'amministratore delegato Giuseppe Spinella - e attendo che la Sovrintendenza si esprima sul secondo lotto. Ho preferito modificare il progetto piuttosto che ricorrere al Tar pur di non perdere i finanziamenti e sbloccare i lavori. Ma se la Sovrintendenza mi bloccherà ancora, allora anche io mi rivolgerò al Tar». La struttura, che costerà 2 milioni e mezzo di euro e che beneficerà di 1,4 milioni di finanziamenti del Patto territoriale, nascerà in «zona A" del vecchio piano di fabbricazione, paradossalmente più vicino al mare ma certamente fuori dalla zona vincolata». La sentenza con cui il Tar aveva riaperto il caso Eolie non cessa tuttavia di suscitare polemiche. Ieri preoccupazione è stata espressa da Roberto Della Seta, presidente di Legambiente: «Ritorna sulle Eolie una gravissima minaccia. Faremo di tutto per evitare che quelle terre vengano sommerse da nuovo cemento». L'associazione Italia Nostra parla di «sconcerto per la decisione del Tar che permette un'ondata di nuove costruzioni sull'arcipelago. È importante che le istituzioni blocchino ancora una volta questo pericoloso progetto». E anche il deputato della Margherita Ermete Realacci ha parlato di «rischio gravissimo per Eolie». Alberto Acierno (Siciliani uniti) ricorda che il Commissario dello Stato bocciò una norma con cui l'Ars provava a sbloccare i lavori nelle Eolie. Ieri il deputato ha presentato un ordine del giorno «che impegna il Parlamento a riappropriarsi della sua funzione legislativa, rinunziando alla figura del Commissario dello Stato»