«Sì alla legge ad hoc» Il ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, cerca casa e fondi per l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Lo riferisce il Mibac puntualizzando l'entità delle erogazioni del ministero a favore dell'Istituto - un contributo straordinario di 1.200.000 euro erogato nel 2011 - con legge speciale all'Istituto che inoltre, nel 2012, riceverà n contributo ordinario di 75.000 euro, ritagliato nell'ambito della cosiddetta "tabella triennale», con la quale vengono sostenuti altri istituti e centri di ricerca culturale. Le cifre sono contenute in una relazione sull'Istituto chiesta dal ministro. E il ministro, accogliendo l'invito di numerosi intellettuali e scrittori, si farà parte sollecita sia nel promuovere una legge per risolvere la situazione in modo duraturo, sia per recuperare le biblioteche. Il ministero per i Beni culturali cerca di correre ai ripari stabilendo un finanziamento di 75mila euro, dopo il contributo speciale di un milione e 200mila euro per il 2011, e annunciando un atto legislativo che metta l'Istituto italiano per gli Studi filosofici in grado di svolgere tutte le sue attività. Il ministro Lorenzo Ornaghi rende note le sue decisioni dopo aver letto la relazione che lui stesso ha chiesto, «a seguito delle notizie riportate», sulle condizioni dell'Istituto e della relativa biblioteca di 300mila volumi che da 30 anni aspetta una casa degna del suo altissimo valore. «Gravissima situazione di crisi», è sottolineato, «a cui è pervenuta la vita stessa dell'Istituto». Il ministro, dunque, ha avuto modo di verificare che la questione della biblioteca, finita in un capannone di Casoria perché gli Studi filosofici non erano più in grado pagare 200mila euro all'anno di fitto per 14 appartamenti dove erano ammassati i libri, è una parte del problema che investe direttamente le sorti dell'Istituto. Il contributo speciale e quello ordinario, fa rilevare il ministro, «non sono certamente in grado di far fronte all'odierna situazione garantendo la necessaria continuità delle attività dell'Istituto», per cui occorre pensare ad altri interventi. In che modo, allora, si cercherà di trovare una via di uscita a una situazione ritenuta «gravissima»? Dal ministero si parte dalla premessa che un ruolo importante ha avuto anche quella che è stata una vera mobilitazione, nazionale e internazionale, per custodire degnamente non solo la biblioteca ma anche di salvaguardare l'Istituto stesso. E infatti, si legge nella nota, «accogliendo l'invito di intellettuali e scrittori», si provvederà a promuovere ogni «atto legislativo che miri a risolvere la situazione in modo duraturo», sia nel dare avvio ma anche nel partecipare attivamente, attraverso la propria dirigenza generale, gli istituti culturali a diverse iniziative, a «individuare la sede più adatta al prestigio nazionale e internazionale della biblioteca, di reperire le risorse economiche più urgenti e di consentire, nel futuro, la migliore programmazione e gestione dei fondi disponibili». Un atto legislativo che metta l'Istituto in grado di svolgere al meglio tutte le sue attività è richiesto da più parti ed è stato oggetto di una interrogazione parlamentare presentata dalla senatrice pd Annamaria Carloni, e proprio la settimana prossima la collega Luisa Bossa porrà un question time a risposta scritta al ministro Ornaghi, focalizzando l'attenzione soprattutto su una normativa che possa garantire di trovare una soluzione duratura. Oltre alla collocazione della biblioteca che, secondo il progetto originario della Regione, doveva essere sistemata nel palazzo ex Coni di piazza Santa Maria degli Angeli, resta da salvaguardare l'attività stessa dell'Istituto, che da diversi anni organizza seminari in tutta Italia, propone scuole non solo di carattere umanistico, filosofico e sociale, ma anche di fisica, genetica, cibernetica. Senza contare gli studiosi che arrivano da ogni parte del mondo.