Franco Miracco Consigliere del ministro per i Beni culturali e ambientali Caro direttore, credo sia lecito, a questo punto, rivolgere all'avvocato Marotta questa semplice domanda: è disponibile a fare chiarezza una volta per tutte sulla gestione del suo Istituto, in modo particolare sui bilanci, le spese, i rendiconti? Condivido, infatti, le finalità dell'appello teso a salvare il patrimonio librario dell'Istituto italiano per gli studi filosofici. Ma ciò non mi esime dal riflettere su quanto dichiarato di recente da chi ha avuto alte e pertinenti responsabilità istituzionali, cioè ministeriali e politiche, relative al preoccupante stato in cui versava e versa quel patrimonio culturale. Alcuni di coloro che si sono responsabilmente occupati anni fa dell'Istituto ricordano ancora oggi con amarezza le inutili fatiche con cui furono costretti a misurarsi nello sterile tentativo di porre fine a un incredibile «diffuso disordine amministrativo», regolarmente accompagnato da inspiegabili «crisi finanziarie», nel mentre lo stesso Istituto disperdeva «somme enormi» in attività promozionali o pubblicitarie di vario genere. Comunque, la nobile lingua napoletana dispone di innumerevoli detti popolari che la dicono semplice e chiara su chi sa versare lacrime copiose mai però ponendo rimedio ai guai di cui va puntualmente e sdegnosamente lamentandosi. In sintesi, va bene, anzi è indispensabile salvare il «bambino», ma l'acqua in cui ancora nuota quel bene prezioso (la Biblioteca) andrebbe radicalmente risanata.