Arata Isozaki, l'architetto giapponese che ha vinto il concorso per la costruzione della pensilina dell'uscita degli Uffizi, si è dovuto arrendere. Ieri nell'incontro a Roma con i vertici del ministero dei Beni culturali e il Comune di Firenze, rappresentato dall'assessore all'urbanistica Gianni Biagi, il maestro del Sol Levante ha preso atto di quello che il ministro, i sovrintendenti e i tecnici vanno dicendo da tempo: i reperti trovati in piazza del Grano rendono impossibile la costruzione della gigantesca pensilina. Isozaki ha esaminato le carte fornite dal direttore del ministero e responsabile del progetto Nuovi Uffizi Roberto Cecchi, si è intrattenuto per oltre un'ora cordialmente con lo stesso Cecchi e alla fine ha dato l'ok a studiare i documenti avendo riconosciuto l'importanza dei reperti trovati, importanza tanto più rilevante in un contesto storico come il cuore di Firenze. Isozaki, insomma, ha preso atto che la pensilina è definitivamente sepolta e ha deciso di lasciare da parte gli avvocati e le lettere di ingiunzione al ministero per sfruttare l'opportunità di elaborare un nuovo progetto che preveda l'allestimento di un percorso sotterraneo unico al mondo che unisca piazza Signoria, Uffizi e Arno. La disponibilità di Isozaki è stata sottolineata dal ministero, che ha accolto con soddisfazione la fine delle contrapposizioni, e ribadito ancora come la tutela dei reperti renda impossibile il vecchio progetto. «L'architetto Isozaki ha dato atto dell'importanza dei ritrovamenti e ha preannunciato una sua visita agli scavi nella prossima primavera. Alla luce dei ritrovamenti archeologici - hanno spiegato i collaboratori del ministro Urbani, assente all'incontro da lui voluto e preparato, che avrebbe dovuto vedere anche la partecipazione del sindaco Domenici, per un attacco di influenza - il progetto dell'architetto Isozaki non è più eseguibile. Per quanto riguarda la futura sistemazione di piazza Castellani e delle zone limitrofe, le decisioni saranno assunte per le rispettive competenze dal Comune di Firenze e dal ministero per i beni culturali». Da Palazzo Vecchio è arrivato come unico commento «la non eseguibilità del progetto Isozaki è una valutazione del ministero in quanto questo aspetto non è stato discusso durante l'incontro» per bocca dell'assessore Gianni Biagi, ma anche l'ammissione del riconoscimento del maestro dell'importanza dei reperti - quella stessa importanza che l'amministrazione ha sempre negato parlando di «pretesti» per non rispettare il contratto e la volontà del Comune di fare la pensilina - e una volta che l'architetto avrà studiato le carte sarà a Firenze personalmente per vedere lo stato degli scavi nella zona di San Piero Scheraggio, accanto a Palazzo Vecchio, in piazza del Grano e sotto la biblioteca Magliabechiana. L'incontro si è tenuto al Collegio Romano e i rappresentanti del ministero per i Beni culturali hanno illustrato l'attività svolta per valutare lo studio degli strati archeologici nell'area degli Uffizi, comprese le zone ipogee della chiesa di San Pier Scheraggio e della biblioteca Magliabechiana, attività condotta con la supervisione di uno dei massimi esperti medievalisti italiani, Riccardo Francovich, e che il sovrintendente ai beni archeologici Bottini aveva trasmesso al ministro parlando di eccezionale importanza dei ritrovamenti. Da ieri, nonostante il silenzio di Palazzo Vecchio, si è voltata pagina. Isozaki non può ignorare la non fattibilità del progetto, il fatto nuovo determinato dall'esigenza e dalla volontà di tutelare e valorizzare i reperti di secoli di storia di Fiorenza, e la strada per una soluzione concordata è stata intrapresa. L'idea di costruire un percorso unico e irripetibile tra piazza Signoria e Uffizi non può non affascinare l'architetto giapponese che intanto rinunciando al contezioso permette di avere tempi certi per i cantieri che porteranno al raddoppio della superficie espiositiva degli Uffizi. Un successo per la città, per la Toscana, per il governo e per il mondo.