II Consorzio della Venaria si offre per un restauro ma chiede di farlo in Piemonte. Il Museo Navale dice no «Dovremmo smontarla o abbattere i muri» Il giorno della Regata Storica tira aria di competizione, ma la gara in corso non è soltanto quella sul Canal Grande. Una competizione diversa, ma pur sempre appassionante, si svolge silenziosamente in questi giorni, mascherata da una cortese diplomazia. L'oggetto dei desideri, adocchiato dal Consorzio della Venaria Reale di Torino, è un'imbarcazione che appartiene al Museo Navale di Venezia, che si trova nel Padiglione delle Navi vicino all'Arsenale Militare: la Scalea Reale. Si tratta di una nave da cerimonia che, nel 1866, portò in trionfo Vittorio Emanuele II lungo il Canal Grande, sigillando l'ingresso a tutti gli effetti del Veneto ai Savoia e, quindi, alla nascente Italia. La Scalea Reale è decorata con bassorilievi raffiguranti sirene dorate che culminano a prua con un imponente Leone Alato e a poppa con una meravigliosa raffigurazione di sculture che celebrano il solenne momento. La nave è provvista inoltre nella parte posteriore di un drappo di velluto rosso, lungo decine di metri, che funge da strascico per galleggiare in superficie durante le parate. Insomma, un gioiello che non è rimasto indifferente ad alcuni rappresentanti del Consorzio della Venaria Reale di Torino dove è in corso il restauro di un'altra celebre imbarcazione, il Bucintoro del Re di Sardegna detto anche la "Peota Reale", costruita a Venezia nel Settecento e da fine ottobre esposta alle Scuderie Juvarriane della Reggia Sabauda. In occasione di una visita avvenuta qualche tempo fa per avviare alcune collaborazioni tra il Consorzio della Venaria Reale e Venezia Marketing Eventi, Andrea Scaringella e Cristina Segus, in rappresentanza del Consorzio, sono rimasti incantati dalla Scalea Reale, a loro parere bisognosa di qualche restauro. E qui avviene l'illuminazione: per alcuni una vera ideona, per altri un gentile suggerimento. I torinesi hanno infatti pensato che l'operazione di restauro potrebbe essere compiuta a loro spese all'interno di un progetto chiamato "Salva l'Italia per l'Arte", fondi che Torino avrebbe a disposizione, come sostiene l'assessore regionale alla cultura Alberto Coppola e il direttore del Consorzio Alberto Vanelli. Un tornaconto ovviamente ci sarebbe, quello di portare la Scalea Reale alla Venaria e lasciarla in esposizione con la "Peota Reale" per qualche mese, in attesa poi di restituirla a Venezia. «Siamo d'accordo che la Scalea Reale abbia bisogno di qualche restauro» afferma il direttore del Museo Navale, il capitano di vascello Marco Sansoni «e, se hanno davvero la possibilità e il desiderio di intervenire per effettuare una manutenzione, abbiamo offerto loro ospitalità per tutto il periodo necessario, purché il restauro avvenga qui. Per portare all'esterno la Scalea Reale bisognerebbe infatti farla a pezzi e ricostruirla in seguito oppure buttare giù un'intera parete del Padiglione delle Navi, operazione non semplice e molto costosa. Per non parlare del fatto che i veneziani sarebbero privati di un'imbarcazione meravigliosa che vorremmo valorizzare sempre di più». I muri che circondano le navi custodite all'interno del museo sono infatti stati eretti in seguito all'allestimento delle imbarcazioni. Il problema che si ha di fronte è se vale la pena cogliere l'occasione di restaurare a costo zero un'imbarcazione fuori Venezia oppure se cercare altre soluzioni che richiederebbero però soldi che attualmente scarseggiano. In questi giorni l'assessore Coppola è presente a Venezia per la Mostra del Cinema e per la Regata Storica alla quale i torinesi partecipano con una caorlina con il vessillo della Venaria Reale. E' prevista per sabato una visita al Museo Navale dell'assessore insieme al capo restauratore della Venaria per la valutazione dei costi. Il progetto chiamerebbe in campo anche il ministro della Difesa Di Paola, dato che il Museo dipende dalla Marina Militare. Il ministro ha un legame particolare con la laguna perché da ragazzo frequentò proprio il Collegio Morosini di Venezia, ma non si conosce ancora la sua posizione. Un fatto è certo, Venezia ha un Museo Navale, a ingresso gratuito, pieno di tesori, un po' snobbato dai veneziani stessi che forse, bombardati dalle mostre di arte, non lo visitano come prima scelta. All'interno, tra sommergibili siluro, strumenti di osservazione celesti antichissimi e quadri raffiguranti territori in tre dimensioni (un tempo segreti), spicca anche l'ultimo modello del Bucintoro, quello che Napoleone lasciò bruciare lentamente di fronte all'Isola di San Giorgio. Non mancano sorprese e curiosità: un'affascinante collezione di modellini di barche cinesi, una parete piena di quadri ex voto, la ricostruzione del percorso dei Vichinghi che potrebbero essere passati per Venezia. Insomma, un vero arsenale, ma questa volta di cultura.