II Palazzo è chiuso dopo i danni del terremoto in Emilia e i volumi devono essere sistemati temporaneamente per fare i lavori di restauro. La direttrice «Il rischio concreto è che si arrivi a disperdere tutto il nostro patrimonio» «In questo valzer delle sedi siamo tornati al punto di partenza». E l'amaro commento di Alessandra Pesante, la direttrice della Sapienza una volta sfumata l'ipotesi di trasferire gran parte del prezioso patrimonio librario della biblioteca (circa 600 mila volumi) nel convento dei frati Cappuccini in San Giusto, vicino alla stazione ferroviaria. «I1 convento è in dismissione ha aggiunto Pesante e c'era un bando a cui si poteva partecipare, purtroppo l'offerta del Ministero per i beni e le attività culturali non è stata ritenuta la migliore, soprattutto per una questione di tempo: l'uso della struttura era infatti previsto per un numero limitato di anni». E così a tre mesi dalla chiusura della storica biblioteca della Sapienza per i danni provocati dal terremoto che ha colpito l'Emilia c'è una nuova battuta d'arresto. Nessuna delle ipotesi che sono via via spuntate si è concretizzata: i sotterranei del museo di San Matteo almeno per i pezzi più pregiati come gli incunaboli e le cinque centine, la caserma Artale vicino alla Cittadella o l'ex monastero delle Benedettine in lungarno Sonnino. «Ma non c'è solo il problema di trovare un posto per i libri ha precisato Pesante il punto è che dobbiamo riprendere l'attività della biblioteca e rendere nuovamente accessibile il suo patrimonio agli studiosi che vengono da tutta Europa». Il rischio intanto è che questo «polmone culturale» che si trova proprio al centro della città resti indefinitivamente in una sorta di limbo. Al momento il palazzo della Sapienza è danneggiato e chiuso. Una parte del raro patrimonio librario sarà ospitato nell'ex Intendenza di finanza nella vicinissima piazza Carrara. L'edificio, di proprietà del demanio, è stato individuato dal Mibac come sede definitiva della biblioteca. Però il palazzo ha bisogno di restauri, come del resto la Sapienza dove tornerà una parte delle collezioni. Quello che al momento manca del tutto è una collocazione temporanea che possa ospitare i libri e studiosi. «La mancanza di prospettive sulla sede provvisoria ha concluso la direttrice della Sapienza rende incerto il nostro futuro, il rischio concreto è che si arrivi a disperdere il patrimonio librario e le professionalità di chi nella biblioteca ha lavorato per molti anni». Tuona il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi: «E' sconcertante che il sindaco sia messo al corrente degli esiti delle verifiche che il ministero dei Beni Culturali ha intrapreso tramite un lancio di agenzia».