Nicastro: ora basta. Coro di altolà da tutti i gruppi regionali Dopo le proteste di Monopoli, il governo aveva garantito controlli più stringenti nelle Via alle prospezioni La Regione ricorrerà contro l'au-torizzazione rilasciata dal governo alla compagnia petrolifera Petroceltic di effettuare prospezioni sismiche nel mare delle Tremiti. E, dopo mesi di distensione tra la Puglia e il ministro dell'Ambiente Corrado Clini - entrambi impegnati a risolvere la vicenda Ilva - tornano le scintille tra Lungomare Nazario Sauro e Palazzo Chigi per le trivellazioni a ridosso delle coste pugliesi Ad annunciare battaglia è l'assessore Lorenzo Nicastro, che punta l'indice sui Ministeri dell'Ambiente e dei Beni Culturali per le autori nazioni rilasciate lo scorso 7 agosto alla compagnia. «Non consentiremo mai che le conseguenze delle scelte calate dall'alto - dice - ricadano sul Puglia e sui pugliesi». Proprio la vicenda Ilva, spiega il titolare dell'Ambiente pugliese, dovrebbe insegnare «al rispetto del principio di precauzione», ovvero che adottare talune scelte significa «ipotecare le risorse ambientali di cui siamo custodi per le future generazioni». «Un progetto folle - gli fa eco il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini - che ipoteca lo sviluppo futuro della nostra economia, fondata sull'uso sostenibile del mare, sul turismo e sulla pesca». Proprio Legambiente, insieme alle altre associazioni ambientaliste, lo scorso giugno I parlamentari Pdl, Pd e Udc pronti a mobilitare i deputati pugliesi per convincere Palazzo Chigi a fare dietro-front aveva fatto ricorso al Tar del Lazio contro il decreto con cui il ministero dell'Ambiente dava il via libera alle ispezioni in Adriatico, nei pressi delle acque che circondano le Tremiti In Italia, aggiunge, «sono già attive 9 piattaforme di estrazione petrolifera ma, grazie ai colpi di spugna normativi dell'ultimo anno, si potrebbero aggiungere almeno altre 70 trivelle per una superficie di 30mila km quadrati di mare». Con 19 permessi di ricerca petrolifera già rilasciati e 41 in attesa di valutazione, la superficie di mare trivellata sarebbe «più grande di quella della regione Sardegna». I vantaggi per le compagnie? «La presenza nei fondali marini di solo 10,3 milioni di tonnellate di petrolio, ai consumi attuali, sarebbero sufficienti per il fabbisogno nazionale per sole 7 settimane. Questi dati - spiega Tarantini - dimostrano l'assoluta insensatezza del rilancio delle attività estrattive». Dal consiglio regionale, intanto, il coro di no è unitario. La decisione «tradisce la promessa dello stesso ministro Clini che, poco tempo fa, ci aveva assicurato che l'istruttoria per la Via (Valutazione di impatto ambientale) per le prospezioni petrolifere in Adriatico - riferisce il capogruppo Pd Antonio Decaro - avrebbe dovuto tenere conto con molta accortezza degli impatti sul sistema ambientale». «Abbiamo sottoscritto e votato all'unanimità un ordine del giorno in consiglio regionale, esprimendo con forza la volontà di tutte le forze politiche di preservare il nostro territorio. Volontà della quale il Ministro Clini e l'intero Governo Monti - dice Rocco Palese (Pdl) - non potranno non tener conto». «Avevamo avuto assicurazioni - aggiunge dall'Udc Peppino Longo - che il nostro mare non sarebbe stato più minacciato dai cercatori di oro nero e, invece, ecco che ci ritroviamo catapultati in questa nuova brutta realtà». «È un omicidio per il nostro territorio - tuona da Sel Michele Ventricelli - il ricordo della splendida manifestazione di Monopoli dello scorso gennaio deve restare un monito per tutti». «L'energia che vogliamo è quella pulita - dice Massimo Cassano (Pdl) - a impatto zero, che non preveda trivelle e piattaforme offshore». «Il Ministro Clini - aggiungono Michele Losappio (Sel) e Angelo Disabato (Ppv) è tenuto a tenere conto del parere contrario di 4 milioni di cittadini pugliesi. Siamo certi che il governo regionale, i parlamentari pugliesi e tutte le istituzioni locali faranno fronte comune». «Qualche barile di petrolio di scarsa qualità - attacca Salvatore Negro (Udc) - non basterà a ripagarci dei danni che le trivelle arrecherebbero al nostro mare. Facciamo appello alla sensibilità di questo governo». Giovani amministratori Sisto: a scuola di politica con la ««September school È stata presentata ieri la seconda edizione della «September School S.P.A. - Scuola Per Amministratori», organizzata dall'Associazione «Giovaninforma» , con l'ausilio del P.O.R.E. della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e promossa dall'Ancil Giovane Puglia, con la direzione scientifica del parlamentare. Francesco Paolo Sisto. La September School S.P.A., rivolta ai giovani Amministratori e Amministratrici eletti entro il quarantesimo annodi età in Puglia, si colloca nell'ambito del Corso di formazione permanente per Giovani Amministratori della durata di 80 ore, iniziato lo scorso febbraio. «Il corso rappresenta una chiara scelta di orientare il pubblico amministratore - dice Sisto - verso le opportunità dell'Ue. I giovani amministratori potranno anche confrontarsi con politici quali Alfano, Violante, Raffaele Fitto e Castagnetti, cercando di individuare insieme - da punti diversi della stessa "barca" - il futuro della politica italiana». «Una Scuola assolutamente bipartisan precisa Sisto grazie alla presenza dei vice coordinatori Anci Giovane Puglia, Gianluca Vurchio in quota Pd, e Irma Melini in quota Pdl».
BARI - Trivelle, la Regione ricorre contro Clini
La Regione Puglia si oppone alla decisione del governo di autorizzare la compagnia petrolifera Petroceltic a effettuare prospezioni sismiche nel mare delle Tremiti. L'assessore Lorenzo Nicastro ha affermato che il governo non può consentire che le conseguenze delle scelte calate dall'alto si ipotecino le risorse ambientali del Puglia. La vicenda è stata criticata anche da Legambiente e da altre associazioni ambientaliste, che hanno ricorso al Tar del Lazio contro il decreto con cui il ministero dell'Ambiente ha dato il via libera alle ispezioni. I parlamentari pugliesi hanno espresso la loro opposizione alla decisione e hanno promesso di fare fronte comune per proteggere il territorio pugliese.
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