Galli Della Loggia non avrebbe alcun motivo per parlare gratuitamente male di qualcuno, né tanto meno della Calabria. Colgo dunque le sue osservazioni sul paesaggio (Corriere, 27 agosto) come uno stimolo alla riflessione. Come lui anch'io sono convinto che possiamo creare in Italia un modello di sviluppo economico basato sulla cultura. La mia Regione soffre di problemi atavici. Definita «sfasciume pendulo» da Giustino Fortunato agli inizi del Novecento per la friabilità del suo territorio, è stata colpita da terremoti devastanti nel corso dei secoli. Ma ancora più devastanti sono state alcune amministrazioni locali che hanno consentito l'edificazione di brutte case, chiuse per gran parte dell'anno, che hanno scempiato chilometri di coste. Amministrazioni che, in diversi casi, invece di costruire e fare funzionare i depuratori, hanno preferito ingolfare le istituzioni di dipendenti pubblici. Inoltre, aree bellissime del territorio sono state invase dalle pale eoliche che, come dimostrerebbero le recenti vicende del parco di Isola Capo Rizzuto, costituiscono un lauto affare per la criminalità. Accanto a questo ci sono però centri storici ed edifici di pregio recuperati a regola d'arte, zone del territorio manutenute come si deve, riserve ambientali e marine da capogiro. Proprio per divulgare questi esempi virtuosi, la Regione Calabria guidata da Giuseppe Scopelliti ha avviato negli ultimi due anni un'azione di educazione culturale, con forum sul paesaggio per gli amministratori pubblici, l'introduzione dell'educazione urbanistica nelle scuole, l'impegno per costituire le unioni dei comuni. Sono dei primi segnali, certamente. Su un aspetto mi permetto di chiedere a Galli Della Loggia una riflessione ulteriore. È vero che i poteri locali in tantissime parti d'Italia hanno contribuito a realizzare tante brutture, ma siamo proprio sicuri che «ricentralizzando» le funzioni a livello statale in questo momento storico volteremmo decisamente pagina? Oggi, secondo me, il potere centrale è come la nostalgia: non è più quello di un tempo. Infatti, la decadenza della sfera pubblica non ha certo lasciato indenni ministeri, prefetture, e quant'altro. Il tema della valorizzazione dei beni culturali e della tutela del paesaggio è un tema strategico per l'intero Mezzogiorno d'Italia, e come Regione Calabria, stiamo pensando di organizzare su questo tema una grande riflessione istituzionale e culturale. Mario Caligiuri Assessore alla Cultura Regione Calabria