Comune e Casinò pronti a vendere. Pochi giorni dopo la firma del preliminare con la Fiat per l'acquisto di palazzo Grassi, le quote stanno per passare di mano. Stamattina a Ca' Vendramin Calergi è fissato un incontro tra i legali della Casinò spa e gli avvocati del collezionista d'arte Terruzzi, il re del nichel disposto a spendere quasi 30 milioni di euro per acquistare la società. «La nostra idea», spiega l'assessore al Bilancio Giampaolo Sprocati, «è quella di cedere al privato il 95 per cento delle quote, mantenendo una partecipazione simbolica». Se il progetto andrà in porto, la palazzo Grassi spa sarà trasformata in Fondazione culturale. Potrà dunque muoversi in modo più «libero» rispetto a una società di capitali e stringere accordi operativi con il Comune. Saranno create due società di gestione, una per le mostre che farà capo al Comune l'altra per le collezioni d'arte e la gestione degli spazi del teatrino (da restaurare) che sarà affidata interamente al privato. «In questo modo», spiega Sprocati, «il Comune non sborserà soldi, ma potrà dire la sua sulla programmazione e il coordinamento culturale cittadino». Un progetto molto diverso da quello presentato due mesi fa al Consiglio comunale dal direttore dei Musei civici Giandomenico Romanelli e dall'assessore alla Cultura Armando Peres. Che prevedeva una partecipazione massiccia dell'ente pubblico e il ricorso agli sponsor per coprire le perdite previste, circa due milioni di euro l'anno solo per le esposizioni. Se l'operazione andrà in porto, palazzo Grassi potrebbe continuare la sua attività e il Comune vedrebbe ridursi il suo impegno di spesa, ma anche il peso politico sulle scelte strategiche della Fondazione. Intanto il Consiglio comunale, allo scadere del suo mandato, ha approvato la nuova convenzione tra Casa da Gioco e Ca' Farsetti che era ferma nei cassetti da mesi. E' previsto il via libera per la costruzione della nuova sede a Tessera e la quota che la Casa da Gioco dovrà versare ogni anno alle casse comunali. 105 milioni di euro garantiti, mentre con il rimanente degli incassi dovrà finanziare l'acquisto di palazzo Grassi, la costruzione della nuova sede e il nuovo stadio. «E' un'operazione tremenda, che strozzerà la Casa da Gioco», commenta critico Maurizio Crovato, candidato della lista civica Uno di Noi, «in questo modo è stata avviata la priyatizzazione della Casa da Gioco, che non potrà reggere quell'impegno per i prossimi 15 anni, viste la tante incognite compresa la possibile apertura di nuovi Casinò. E' un'operazione molto rischiosa».
A Terruzzi il 95 di palazzo Grassi
Il Comune e la Casinò spa stanno per vendere la società di capitali Palazzo Grassi. Il 95% delle quote sarà ceduto al privato Terruzzi, che spende quasi 30 milioni di euro. La Palazzo Grassi spa sarà trasformata in Fondazione culturale, con due società di gestione: una per le mostre e l'altra per le collezioni d'arte. Il Comune non sborserà soldi, ma potrà dire la sua sulla programmazione culturale. Il progetto è diverso da quello presentato due mesi fa, che prevedeva una partecipazione massiccia dell'ente pubblico e il ricorso agli sponsor.
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