Tra qualche giorno dovrebbe lasciare Ancona l'uomo che ha scardinato i punti fermi del centro Ancona Destinazione Napoli. La comunicazione ufficiale ancora non c'è, ma la decisione sarebbe già stata assunta dal ministeri dei Beni culturali. Giorgio Cozzolino, il soprintendente regionale che ha aperto numerosi fronti sul decoro del centro storico del capoluogo, potrebbe cambiare sede a giorni. Tornare nella sua Napoli, appunto. "Formalmente non ho ancora ricevuto la comunicazione, come tutti gli altri soprintendenti. L'indicazione dovrebbe arrivare in settimana", annuncia Cozzolino. E sarà subito esecutiva. Dalla Capitale la notizia informale è arrivata, già rimbalzata in Comune. Dovrebbe essere cosa fatta. Ma lo stesso architetto preferisce ancora usare il condizionale. "Sarei per un verso contento, perché andare a Napoli significa tornare nella mia città - sottolinea -. Per un altro verso sarei dispiaciuto di lasciare Ancona, dove sono in piedi diversi progetti". Giorgio Cozzolino è il soprintendente che ha sparigliato le carte nell'assetto e nel riassetto del centro storico. Ed è il soprintendente che ha in mano la partita del recupero dell'ex Metropolitan. Allo scadere dell'incarico e in vista del rinnovo, aveva espresso come prima scelta quella di rimanere proprio nel capoluogo marchigiano, per arrivare a chiudere le tante partire ancora aperte. Quella di Napoli, del ritorno a casa, era la scelta indicata a ruota. Il clamore è arrivato quando l'architetto ha messo mano ai dehor di corso Mazzini, chiedendo di fatto al Comune una modifica del regolamento, vincolando formalmente tutta l'area di corso Mazzini dalle Tredici cannelle alla Chiesa di San Biagio. Un effetto dirompente - sfociato anche in due vertenze legali, una in particolare da parte di Bontà delle Marche -, in una situazione consolidata da anni. Una novità che ha provocato non poco scompiglio anche nell'amministrazione comunale, che ha dovuto rivedere le regole trattando con gli operatori. Via le pedane, via i paravento e spazi più ridotti per l'insieme di sedie e tavolini, così da consentire una visibilità maggiore proprio verso la Fontana del Calamo. Cosa succederà adesso? "Sono certo che ci arriverà dopo di me non farà calare l'attenzione su questi temi. Non ho dubbi", dice il soprintendente in una sorta di passaggio del testimone. Non di soli dehor si parla. Proprio per la stessa necessità di non oscurare i monumenti, il soprintendente aveva risposto picche all'ipotesi di trasferire le bancarelle della parte alta di corso Mazzini in piazza Roma, attorno alla Fontana dei Cavalli. Era invece l'ipotesi caldeggiata dagli operatori del mercato, nell'ottica della riunificazione con l'altro lato di piazza Roma. Un'indicazione che ha inguaiato non poco l'amministrazione comunale, che si è adeguata, ma che ancora non è riuscita a dare una risposta alla decisione assunta dal Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto, ma di cui Gramillano fa parte. L'operazione-salvataggio monumenti ha sfiorato per un periodo anche piazza del Plebiscito, ma è poi sfumata. Un'altra partita a rischio incompiuta che il soprintendente non riuscirà a vedere chiusa è quella dell'arredo di corso Garibaldi. Cozzolino era nella commissione per il concorso di idee della passeggiata da mare a mare. Entusiasta. Ma il Comune non è ancora riuscito a dare attuazione a nulla.
ANCONA - II soprintendente dei dehor se ne va Cozzolino verso Napoli: "Contento di tornare a casa, ma dispiaciuto per tutti i progetti qui ancora aperti"
Il soprintendente Giorgio Cozzolino, responsabile del centro storico di Ancona, potrebbe lasciare la città per trasferirsi a Napoli. La decisione sarebbe stata assunta dal ministero dei Beni culturali e la comunicazione ufficiale dovrebbe arrivare in settimana. Cozzolino ha espresso la sua contentezza per il ritorno a Napoli, ma anche la sua tristezza per lasciare Ancona, dove ha aperto fronti per il decoro del centro storico. Il suo incarico scadrà presto e il rinnovo è previsto. Cozzolino ha aperto fronti per il recupero dell'ex Metropolitan e ha chiesto una modifica del regolamento per corso Mazzini, che ha provocato un clamore e due vertenze legali.
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