«Nessuno confonda l'attracco al porto di Venezia con l'indebito fuori rotta della Costa Concordia: l'entrata dalla bocca di Lido e il passaggio davanti a San Marco avvengono in condizioni di sperimentata sicurezza. Fumi e moto ondoso sono fenomeni eliminati o eliminabili. Anche se è indubbio che la dimensione raggiunta dalle grandi navi è oggi sproporzionata rispetto al contesto». Parole di Corrado Climi, ministro per l'Ambiente del governo Monti. Clini, che ha lavorato per molti anni a Venezia come responsabile dell'Igiene pubblica, ha scritto la prefazione del nuovo libro edito da Marsilio e finanziato dall'Autorità portuale di Venezia dal titolo «A Venezia dal mare. Le crociere». Inutile dire che si tratta di un libro «contro» le tesi dei comitati anti-grandi navi. «Che mira a ristabilire la verità, dice il Porto, «modificata da false notizie o credenze accumulate nel corso degli anni e acuite oggi dopo l'incidente della Costa Concordia al Giglio». Libro diviso in capitoli, affidati a «tecnici, esperti ambientali e ingegneri». Tra gli autori Gabriella Chiellino, Francesco Di Cesare e Caterina Frisone. L'introduzione è del presidente del Porto, Paolo Costa. Che ricorda come negli ultimi anni il fatturato del traffico passe:: eri sia lievitato in modo esponenziale. I passe ; eri che arrivano a Venezia sono ormai quasi due milioni, circa diecimila le persone che in un modo o nell'altro lavorano intorno alle crociere. Ma le navi sono sempre più grandi, e la necessità di un'alternativa è ormai ammessa da tutti. Le ipotesi sul campo sono parecchie. Il sindaco Giorgio Orsoni insiste per Marghera, con una nuova stazione passeggeri che potrebbe essere rapidamente realizzata in zona industriale. Pochi mesi di lavoro, in confronto all'altra ipotesi, quella del nuovo canale Contorta Sant'Angelo, che permetterebbe alle granai navi di entrare dalla bocca di Malamocco (e non più dal Lido) e di arrivare lo stesso in Marittima senza passare davanti a San Marco. «C'è troppo traffico merci, non è possibile», dice Costa. Che rilancia l'ipotesi del Contorta. Il ministro Clini nei giorni scorsi a Venezia si era detto possibilista sull'ipotesi Marghera sostenuta da Orsoni. Ma nella prefazione del libro si dice invece d'accordo con l'ipotesi del canale. «Si stanno studiando fattibilità e impatto sulla morfologia lagunare», scrive. Lasciando anche aperta la porta alla soluzione più radicale. Cioè l'allontanamento delle navi fuori dalla laguna. «Resa raggiungibile da passeggeri e merci», conclude Clini, «nei modi che la fantasia di chi ama Venezia saprà inventare». Sublagunare? Aliscafi, chiatte? Il ministro non precisa, ma ribadisce nel libro quanto sta ripetendo nelle ultime settimane. Davanti a San Marco, come prescrive il decreto del 2 marzo 2012, potranno passare solo navi di stazza inferiore alle 40 mila tonnellate. Ma per far questo occorre prima costruire le infrastrutture alternative. E il traffico delle grandi navi è «assolutamente sicuro».