Ieri mattina una gondola ha rischiato di ribaltarsi. II presidente Aldo Reato «Quest'anno è peggio del solito e i controlli non si vedono. Pronti a manifestare» Una gondola quasi rovesciata da un'onda anomala. Un gruppo di turisti a molo mentre stavano per salire in barca allo stazione Danieli. Gondolieri disperati, in equilibrio precario fra onde alte un metro, che adesso minacciano manifestazioni clamorose di protesta. Altro che «tolleranza zero», vigilanza e severità. Ieri mattina il Bacino San Marco era un catino ribollente. Traffico impazzito, velocità incontrollate. Taxi, vaporetti stracarichi di turisti, barconi, Gran Turismo. «Peggio degli altri giorni, non abbiamo visto la vigilanza che ci avevano promesso», denuncia il presidente dei bancali Aldo Reato, «abbiamo rischiato. Così non si può andare avanti». Daniele D'Este, responsabile del tra-ghetto Danieli, è disperato: «Ci hanno promesso vigilanza in alcune fasce orarie, dalle 11 a mezzogiorno. Ma non può bastare, sono giorni caldi e appena i vigili se ne vanno tutti ricominciano a correre. Noi non possiamo più lavorare e la città va in pezzi». I gondolieri raccontano di aver chiamato più volte polizia, carabinieri, vigili urbani, Capitaneria. «Ci hanno rimandato uno all'altro. Poi sono arrivati i vigili e se ne sono andati dopo un'ora. Controlli saltuari che non producono effetti», continuano i gondolieri. «Perché non utilizzano il laser?». In canale della Giudecca, dove funziona il sistema di controllo della Capitaneria di porto con telecamere dall'altro, i risultati si vedono. In Canal Grande è acceso Argos, sistema di controllo con video collegato con la centrale operativa dei vigili urbani. Ma la situazione sta sfuggendo al controllo. «In Bacino», continua D'Este, «non si può più andare nemmeno con la barca a motore senza rischiare il rovesciamento». Situazione resa drammatica dal gran numero di visitatori, vip, autorità. Tutti in taxi e in vaporetto. Star del cinema a tutta velocità dall'aeroporto al Lido. Emergenza che si somma a quella quotidiana. «Abbiamo chiesto all'Actv di far rispettare il protocollo», dice D'Este, «ma non succede nulla». L'accordo era quello di diminuire i giri del motore quando il vaporetto è ormeggiato al pontile, per non creare scie pericolose. E di moderare la velocità in arrivo agli imbarcaderi. I gondolieri rischiano a ogni istante di cadere in acqua per le onde fuori scala. «Onde anomale», dice Reato, «già due volte negli ultimi tempi una gondola con turisti a bordo si è rovesciata: aspettiamo che ci scappi il morto?». Le richieste sono sempre le stesse: punti di vigilanza Fissi (ma i gabbiotti costruiti anni fa sono stati smantellati), telecamere, controlli serrati soprattutto al traffico pesante che produce le onde più pericolose. spostamento dei Gran Turismo dalla Ca' di Dio ormai intasata. Ma il Far West continua.