Remo Bodei, Alberto Burgio, Gaetano Calabrò, Luciano Canfora, Giulietto Chiesa, Gianni Ferrara, Paolo Maddalena, Aldo Masullo, Ugo Mattei, Aldo A. Mola, Tomaso Montanari, Franco Roberta, Stefano Rodotà, Roberto Saviano, Salvatore Settis, Gianni Vattimo, Gustavo Zagrebelsky. Sono queste le prime diciassette autorevolissime firme in calce all'appello indirizzato ieri al ministro per i Beni e le Attività culturali Lorenzo Ornaghi e al governatore Stefano Caldoro affinché pongano fine allo scempio che da settimane ormai sta mettendo a rischio l'immenso patrimonio librario della Biblioteca dell'Istituto italiano per gli studi filosofici. «La Sovrintendenza ai beni librari della Regione Campania si legge nel testo ha riconosciuto nel 2008 il valore di questa raccolta, che oggi conta circa trecentomila opere, dichiarando che essa presenta i segni di uno sforzo ragionato di gestione e sviluppo, frutto, non di casuale sedimentazione, ma delle attività di studio, ricerca e formazione promosse dall'Istituto di appartenenza". La delibera, attestando "il grande valore bibliografico e culturale" della biblioteca, decreta la necessità di salvaguardarne l'inscindibile legame con l'Istituto di emanazione" e l'opportunità e l'utilità sociale di predisporne le migliori condizioni di fruizione pubblica"». E ancora: «Inspiegabilmente, l'attuale Giunta regionale emana nel 2ou un nuovo atto che opera una radicale inversione di rotta rispetto al complesso processo iniziato dieci anni prima». Di qui la richiesta «che la Regione revochi la delibera del 21 giugno 2011 e ripercorra con urgenza la strada tracciata dalle delibere dell'amministrazione Bassolino e della Sovrintendenza bibliografica regionale, aprendo finalmente al pubblico un grande patrimonio librario, e che, su sollecitazione del Ministero dei Beni culturali, il Governo presenti un disegno di legge al Parlamento diretto a garantire un finanziamento stabile per l'Istituto che consenta di ripianare gli oneri finanziari derivati dal ritardo, quando non dal venir meno per alcuni anni, degli stessi contributi, e che permetta il pieno svolgimento delle sue attività di ricerca e della sua funzione civile». Una presa di posizione che arriva nel giorno dell'ennesima proposta e dell'ultimo dietrofront. La proposta è quella di una cabina di regia coordinata dall'assessore regionale alla cultura, De Mita. Un tavolo permanente di cui faranno parte Soprintendenza, Ministero per i Beni culturali, Regione Campania e lo stesso Istituto per gli studi filosofici per trovare una soluzione tecnicamente condivisa e soprattutto soddisfacente per l'anziano intellettuale napoletano. Una soluzione che (si spera) dovrebbe mettere tutti d'accordo e che dovrebbe essere formalizzata oggi dalla Regione. Il dietrofront è invece legato all'incontro (saltato) tra Marotta e i vertici regionali, originariamente previsto per domani. In realtà più che un annullamento si tratta di un rinvio motivato dalla richiesta di Marotta di avere al tavolo la presenza di tecnici esperti in materia.