ROMA. Il progetto dell'architetto Isozaki per gli Uffizi «non è più eseguibile». Dopo tante polemiche i disegni per la nuova loggia degli Uffizi sembrano destinati a finire definitivamente nel cassetto. Lo si è appreso dopo un incontro ieri a Roma tra i tecnici del ministero, i rappresentanti del Comune di Firenze e lo stesso architetto giapponese. «Alla luce dei ritrovamenti archeologici il progetto dell'architetto Isozaki non è più eseguibile. - spiegano i collaboratori del ministro -Per quanto riguarda la futura sistemazione di piazza Castellani e delle zone limitrofe, le decisioni saranno assunte per le rispettive competenze dal Comune di Firenze e dal Ministero». Durante l'incontro - si è appreso - i funzionari del ministero hanno illustrato all'architetto giapponese relazioni e tavole che documentano gli esiti delle indagini finora compiute e che sono a fondamento di quanto già contenuto nella lettera che il Ministro Urbani aveva inviato al Sindaco Domenici lo scorso 15 ottobre. L'architetto Isozaki, conclude la nota, «ha dato atto dell'importanza dei ritrovamenti e ha preannunciato una sua visita agli scavi nella prossima primavera». L'assessore all'urbanistica di Firenze Gianni Biagi dice che la non eseguibilità del progetto Isozaki è una valutazione del ministero e che non se ne è discusso durante l'incontro. La riunione si è svolta - dice Biagi - «in un clima costruttivo: i rappresentanti del ministero hanno presentato a noi e ad Isozaki le nuove evenienze archeologiche, l'architetto giapponese ha preso atto di ciò ed ha detto che farà un sopralluogo a Firenze. Non si è parlato del vecchio progetto e di nessun nuovo progetto». La vicenda della loggia -che rientra nel progetto dei Grandi Uffizi in piedi da molti decenni - risale al 1999 quando il progetto di Isozaki risultò vincitore di un concorso internazionale; ma l'idea dell'architetto giapponese fu poi contestata prima dall'allora sottosegretario Vittorio Sgarbi e quindi non trovo d'accordo il ministro Giuliano Urbani e la sovrintendenza fiorentina. Poi ulteriori scavi hanno messo in luce reperti romani e medievali ritenuti importanti e la cui fruizione pare non essere compatibile col progetto Isozaki.