Bolgheri, oggi il sopralluogo per capire se sono abusive Dieci anni di battaglie, carte bollate e ospiti illustri di Maria Meini e Divina Vitale wBOLGHERI La "baracca story" comincia con una scazzottata, prosegue lentamente a colpi di carte bollate, ordinanze di demolizione e ricorsi. E finisce (per ora) con un nuovo sopralluogo sotto il sole d'agosto di 11 anni dopo. Le baracche di cui si discute da due mesi sono quelle storiche dei nobili di Bolgheri - gli Incisa, gli Antinori, i della Gherardesca, gli Zileri - che sulla spiaggia tra il Seggio e il comune di Bibbona aprono le loro ville al mare. Le baracche sono lì dai primi del Novecento, ben prima dei piani regolatori e delle norme di pubblicizzazione del demanio. Un tempo di uso privato, con l'avvento del turismo il loro utilizzo si è allargato agli ospiti paganti. E ai fortunati possessori di pass, residenti e lavoratori delle aziende di famiglia. Mescolati a celebrità come Harrison Ford, Johnny Depp, Sting. Ricchi poveri. Ma, come in una moderna Cavalleria rusticana, più a sud ci sono anche le baracche "povere", quelle dei pescatori (come le chiamano qui); in realtà non essendo censite la proprietà è spesso ignota. Una quarantina di capanne in legno e paglia, a cui si aggiungono altrettante tettoie aperte e collocate nella zona più vicina alla battigia. Il colpo di scena arriva sabato, con la segnalazione di un'altra ventina di gazebo, non in legno ma in alluminio e tettuccio in plastica blu, spuntati a sud del Renaione. In Comune cascano dalle nuvole, nessuno ne sa niente neppure in Capitaneria di porto, così oggi guardia costiera e vigili urbani faranno un sopralluogo congiunto per capire di che si tratta. Sud contro nord. Se si parte da nord si trovano le baracche vip: bisogna fare una bella camminata, circa tre chilometri da Marina di Bibbona in direzione sud perché non ci sono altri accessi se non la spiaggia. A monte la pineta è privata. Ospita le ville nobiliari. Le prime baracche e gazebo che si incontrano sono quelle davanti all'Oasi di Bolgheri (spiaggia del Renaione), proseguendo verso sud ci sono gli Antinori e gli altri proprietari. É qui che si trovano gli ultimi gazebo segnalati dalla Sinistra per Castagneto. La battaglia politica. La vicenda ha arroventato il clima politico castagnetano. A giugno infatti il Comune ha deciso di attuare l'ordinanza di demolizione contro 21 tettoie e 12 capanne abusive, con un'occupazione di suolo demaniale di circa mille metri. L'ordinanza è del 2001, nel frattempo i proprietari hanno fatto ricorso al Tar, che con sentenza del 2005 l'ha respinto, e al Consiglio di Stato che l'anno scorso ha confermato il parere del Tar. Ma a scompaginare di nuovo le carte il 18 luglio è arrivato il parere della Sovrintendenza che ha dichiarato le baracche patrimonio ambientale e paesaggistico. Un parere dirimente, che blocca la demolizione. Non solo delle baracche vip ma di tutte, anche di quelle dei pescatori, situate tra il Forte di Castagneto e il confine con San Vincenzo. In principio fu una scazzottata. Era l'agosto del 2001, quando un avvocato milanese litigò furiosamente con un turista fiorentino per l'utilizzo di una baracca di legno al confine sud della spiaggia di Castagneto. Non fece scalpore: in quell'estate torrida infatti i cacciatori di gossip preferivano la rossa Sarah Ferguson che sotto il sole di Bolgheri flirtava con il conte Gaddo della Gherardesca. Per sedare i due litiganti intervennero i vigili urbani e partirono le denunce. Non solo per gli schiaffi e le offese, ma anche per l'occupazione abusiva di suolo demaniale. La baracca che l'avvocato rivendicava come sua infatti era abusiva. Ma di quelle baracche ce n'erano tante, a sud e a nord del litorale castagnetano. I controlli furono estesi a tutte le strutture e il 13 dicembre dello stesso anno scattò l'ordinanza di demolizione firmata dal Comune di Castagneto. La battaglia legale. Da allora la vicenda si è protratta per dieci lunghi anni a colpi di carte bollate. Questo il passato. Ma il futuro? Perché se la Sovrintendenza ha stabilito il valore paesaggistico delle baracche ci sono altri due aspetti da definire: quello urbanistico e quello legale. Dal punto di vista legale i proprietari sono stati sanzionati per occupazione di area demaniale marittima. Ma se sono strutture abusive, in assenza di concessioni demaniali, come possono essere sanate? E non c'è il rischio di un proliferare di strutture abusive? Le prospettive. Il sindaco Fabio Tinti va su tutte le furie. «Non voglio sentir dire che Castagneto è terra abusiva, la legge è uguale per tutti, ci sono sanzioni, c'è l'intervento della Sovrintendenza che dice che le baracche sono un bene paesaggistico. In questo momento siamo nel limbo, il prossimo passo sarà di chiarire l'aspetto urbanistico. Le possibilità sono tante, come l'acquisizione al patrimonio pubblico o la concessione pubblica demaniale per utilizzi diversi. Non ci sono solo gli stabilimenti balneari, c'è anche la baracchina al Forte. La Sovrintendenza dice di cooperare per governare insieme l'utilizzo del demanio pubblico. Questo possiamo farlo attraverso una ridiscussione del piano della costa».