TOKYO Il Satiro ha danzato. Ha pericolosamente danzato. Chiuso nel suo corpetto al titanio, nelle casse antiurto nelle quali era stato imballato dall'istituto nazionale del restauro. Ha danzato per quei pochi secondi come confermano i sensori che circondavano la statura in cui Tokyo è stata scossa alle 5,45 di mercoledì mattina (le 21,45 di martedì in Italia) dal forte terremoto di 5.4 gradi Richter che ha spaventato perfino i giapponesi abituati a convivere col fenomeno sismico e che ha causato 27 feriti. Il Satiro no, è stato scosso in una sala del museo nazionale di Tokyo dove attendeva di essere liberato dagli involucri, ma non ha subito alcun danno, possono raccontare adesso tirando un sospiro di sollievo i tecnici del ministero che hanno curato il delicato trasporto (costato circa 800 mila euro). Insomma, le fibre al carbonio, i cuscinetti deformabili e tutto il resto di cui tanto si è parlato e scritto in queste settimane, hanno funzionato. Così, oggi quando saranno le 10 in Italia sulla scultura in bronzo del IV secolo avanti Cristo pescata nel Canale di Sicilia nel 1998, alta due metri e attribuita da alcuni studiosi a Prassitele, potrà cadere il velo e la danza potrà cominciare nel museo nazionale di Tokyo dove l'attendono circa 30 mila spettatori in due settimane. Sarà l'anticamera del vero evento che segnerà la più lunga trasferta del Satiro (dopo lo sfortunato tragitto che oltre duemila anni fa la stava portando dalla Grecia a una delle coste del Mediterraneo prima che la nave naufragasse): l'expo mondiale di Aichi che inizierà il 25 marzo. Il ministro Urbani lo ha definito l'ambasciatore della cultura italiana nel mondo: la Sicilia volata qui a Tokyo sogna di trasformarlo nel più proficuo messaggio promozionale per il proprio turismo. Di fatto, girando per questa metropoli da 12 milioni di abitanti, tra le selve di grattacieli illuminati da centinaia di display luminosi, si capisce che è la star più attesa: la vedi campeggiare nei manifesti delle stazioni della metropolitana; senti il presidente Uchiyama, una sorta di Murdoch nipponico a capo del gruppo editoriale che edita il più diffuso quotidiano, lo Yomiuri da 14 milioni di copie, che la definisce «più importante della Venere di Milo». Non è un caso se è stato lo stesso quotidiano a sponsorizzare (e a contendersi a suon di dollari con la stessa Expo che parte tra un mese) questa prima apparizione aTokyo. Uscita non sgradita all'ufficio del commissario di governo per l'Expo (Umberto Donati) che, spiegano, con i soldi dela sponsorizzazione ha ripagato di fatto i costi della trasferta e della tutela del prezioso reperto (l'Alitalia ha offerto il passaggio Roma-Tokyo gratuitamente). Così, giusto per capire l'attesa, alla presentazione dell'avvenimento (nella capitale nipponica saranno esposte anche le teste romane di Pantelleria) non è un caso se si è presentata anche la cugina dell'imperatore, la principessa Takamado, alla sede dell'ambasciata italiana che ieri sera ha ospitato una sorta di cerimonia inaugurale. A rappresentare il governo regionale c'è l'assessore ai Beni culturali Alessandro Pagano. Che coglie l'occasione forse più ghiotta dal momento del suo insediamento risalente allo scorso agosto, per lanciare la nuova campagna promozionale sui beni culturali siciliani. Di più. Dal governo regionale viene rivolto un vero e proprio appello agli operatori turistici dell'isola e alle amministrazioni comunali: «Preparatevi e attrezzatevi in vista del flusso da milioni di giapponesi che arriveranno in Sicilia nell'arco di un anno e mezzo». Anche per questo Pagano ha scelto la ribalta giapponese per presentare simbolo e nuovo slogan promozionale della Regione. E lo snodo è proprio il Satiro. «Gli esperti dell'assessorato e del ministero che hanno studiato gli effetti della trasferta della statura per sei mesi in Giappone, ci parlano di centinaia di migliaia se non di milioni di turisti pronti a sbarcare nei prossimi 18 mesi in Sicilia» dice un Pagano entusiasta. E non solo per via di quegli 8 milioni che hanno acquistato già i biglietti dell'Expo o dei 15 milioni di spettatori previsti. Quattro documentari della tv pubblica giapponese «Nbk» e tre programmi delle principali tv private stanno facendo scoprire ai nipponici cosa sia e cosa possa offrire la Sicilia. «Si è messo in moto una sorta di gemellaggio, da noi promosso, con il Giappone continua Pagano Qui sono colpiti dalla similitudine della nostra terra con la loro: terre entrambe vulcaniche, segnate purtroppo da terremoti, amanti della buona cucina a base di pesce. Non esito a dire che i giapponesi sono impazziti per la Sicilia». E dunque? «Dunque rivolgo un appello agli operatori turistici: investite nell'isola, aumentate la qualità ma soprattutto la quantità dei posti letto, che pure negli ultimi anni sono cresciuti di 30 mila unità. E il momento di farlo. Ma ci rivolgiamo anche ai Comuni: non trascurate tutte le varianti ai piani regolatori che possono convogliare e promuovere investimenti turistici in Sicilia». Il messaggio è chiaro (e forse non piacerà tanto agli ambientalisti), attraversato da una ventata di ottimismo e con l'obiettivo dichiarato di polverizzare in questi anni le presenze (4 milioni 179 mila) registrate a fine 2004. Il Satiro intanto si prepara all'esordio lontano da casa.