«Il nostro popolo è stanco di essere offeso da chi ha amministrato Punto tutto sull'economia, l'eguaglianza e la trasparenza» "Sarò un sindaco-presidente e mentre i miei avversari sono impegnati in formule e formulette per quadrare i loro conti, io parlo di programmi. Sono due mesi che espongo ai siciliani i progetti, le idee e le soluzioni per il futuro dell'isola, gli altri hanno cercato disperatamente candidati, inciuci per perpetrare quel sistema che da dopoguerra in poi ha distrutto la Sicilia. La mia rivoluzione della dignità parte dalla concretezza della mia proposta per uscire dal baratro in cui i privilegi e gli sprechi di caste e cricche hanno ridotto il bilancio della Regione": così l'on. Rosario Crocetta, candidato alla Presidenza della Regione per Pd, Udc, Socialisti, si rivolge ai siciliani, spiegando il suo lavoro per un'isola che non sia più una palla al piede dell'economia nazionale, che non venga vista come terra di privilegi e mafia e si sieda ai tavoli del Governo nazionale ed europeo proponendosi come modello virtuoso. Una Sicilia pulita, libera dal malaffare, capace di tessere relazioni nazionali ed internazionali, di cogliere le sfide che il mondo globalizzato propone. "I siciliani sono stanchi di essere offesi da una classe dirigente incapace - dice l'on. Crocetta - io sarò il loro sindaco-presidente, un siciliano concreto che lavora per lo sviluppo e decentramento, che mette al primo posto l'economia, l'eguaglianza, la trasparenza". Ed ecco alcuni punti programmatici. CANCELLARE GLI ATO Via gli Ato dalla Sicilia, organi parassitari che hanno triplicato i costi dei servizi e creato problemi spaventosi ai cittadini che, a fronte di una peggiore qualità dei servizi, hanno dovuto pagare balzelli incredibili. Il servizio dei rifiuti deve tornare ai Comuni, mentre l'acqua, diritto fondamentale dell'uomo, deve essere pubblica, prevedendo tariffe sociali con un quantitativo minimo assegnato alle fasce deboli. Il costo dell'acqua deve essere uguale in tutta la Sicilia. Finora si è creata una realtà frammentata con tariffe che sono le più alte d'Europa a fronte dei servizi più scarsi d'Europa. LA FORMAZIONE AI GIOVANI La formazione in Sicilia deve essere completamente rivista e riorganizzata, legandola alla ricerca e alle Università. I progetti formativi devono andare di pari passo con i processi lavorativi. No ad una formazione che non apra al mercato del lavoro. Uno degli obiettivi è puntare alle nuove tecnologie. I giovani hanno il problema che quando finiscono di studiare non hanno un curriculum utile per entrare nel mondo del lavoro. La nuova formazione dovrà svolgersi in aziende ed in ambienti in cui i giovani imparino il lavoro ed abbiano poi un curriculum da spendere o nella stessa azienda o in altre. LA SCUOLA La formazione primaria dovrà avere come base il tempo pieno così come in altre regioni d'Italia. Ciò risolverà il problema di molti precari, farà risparmiare spese alle famiglie per il recupero in forma privata e toglierà i ragazzi dalle strade. La scuola deve aprirsi alla contemporaneità, deve partire dall'antica storia e cultura del Paese, ma deve anche confrontarsi con la globalizzazione e la modernità per formare ragazzi che parlino almeno due lingue straniere, sappiano usare le nuove tecnologie e conoscano l'economia ed il diritto. Questa è la scuola secondaria che bisogna costruire. Formazione classica e contemporaneità sono due modelli non in contrapposizione, ma che possono integrarsi attraverso laboratori di ricerca, stage e centri di formazione. La scuola secondaria deve avere rapporti costanti con l'Università, i centri di ricerca e le aziende. Nel contempo vano studiate la letteratura e la storia siciliana. CULTURA E BENI CULTURALI Non è possibile che in Francia ed in altri Paesi i beni culturali siano risorse che portano ricchezza ed in Sicilia siano dei costi. I Musei nei periodi di massimo afflusso turistico devono aprire anche la notte, devono essere musei viventi che ospitino caffetterie, librerie, mostre. Questi musei devono essere in rete tra loro, scambiandosi esperienze ed iniziative che li rendano più attrattivi. I siti archeologici anch'essi devono essere viventi, ospitando rappresentazioni di tipo internazionale che attraggono turisti e produzioni che valorizzino la professionalità di artisti ed intellettuali siciliani. Bisogna valorizzare le tradizioni artigianali, come l'opera dei pupi e la lavorazione delle ceramiche La cultura è una delle più grandi risorse della nostra isola che ospita un terzo dei beni monumentali dichiarati patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Questa è la terra dei più grandi autori contemporanei da Pirandello a Cammilleri, un patrimonio che deve essere conosciuto. L'identità culturale del popolo siciliano è la base per la rinascita dell'isola. TURISMO Bisogna attrarre investitori internazionali e la Regione deve facilitare invece che ostacolare chi nell'isola vuole realizzare proposte che rendano la nostra offerta competitiva, ma bisogna puntare anche sul turismo termale, potenziando i siti aperti e riaprendo le terme di Acireale. AGRICOLTURA Questo settore dovrà legarsi fortemente alla ricerca di nuove produzioni biologiche per fronteggiare la concorrenza a ribasso che viene dai Paesi emergenti. E' indispensabile rivolgersi ad un'agricoltura di qualità in grado di penetrare nelle fasce più ricche del mercato mondiale. Saranno necessarie nuove modalità di produzione, come ad esempio l'utilizzo di serre fotovoltaiche e la produzione di anidride carbonica in serra in modo da far crescere i prodotti senza additivi. Va curata la formazione ai produttori, così come il rapporto con i centri di ricerca e le Università. L'imprenditore agricolo non può più agire da solo perché il mercato è globalizzato, occorrerà favorire nuove globalità di distribuzione. In Spagna esistono solo tre catene di distribuzione per tutta la nazione, in Sicilia ve ne sono una ventina in ogni Comune e spesso produttori e agricoltori sono strozzati dalla criminalità che controlla i mercati di distribuzione. E' indispensabile una revisione dei modelli di trasporto: l'aeroporto di Comiso che va aperto subito deve specializzarsi nel campo della distribuzione agricola per fornire prodotti freschi a tutta l'Europa. TRASPORTI Sono al centro dello sviluppo dell'isola, perciò occorre completare la Siracusa-Trapani attesa da 30 anni ed avviare la costruzione dell'arteria di collegamento nord-sud Santo Stefano di Camastra e Gela che toglierà dalla marginalità il centro della Sicilia. Nel contempo occorre pensare a nuove arterie per collegare Catania a Gela e ad Agrigento e nuovi collegamenti con Comiso. Va rimodernato il sistema ferroviario con collegamenti veloci. Le autostrade del mare devono contribuire allo sviluppo di una terra che si affaccia sul Mediterraneo, un mare che sarà sempre più luogo di collegamento tra l'est del mondo e l'Europa. La Sicilia deve intercettare questi flussi commerciali. E' antimoderno che né Palermo né Catania né Messina abbiano una rete metropolitana. In queste città vanno previsti parcheggi sotterranei, restituendo le piazze ai cittadini. INDUSTRIA Va aperta una vertenza forte con le aziende che operano nei grandi poli industriali che devono comprendere che la Sicilia non è una pattumiera. Ciò senza demonizzare le produzioni industriali né idealizzarle. L'homo faber produce, ma controllo la sua azione ed è quello che deve avvenire in Sicilia. Con l'Italia e l'Europa bisogna aprire una vertenza a favore degli autotrasportatori del settore industriale che vanno aiutati. Tra Catania ed Enna va costruito un polo di tecnologie avanzate e green economy. Il Governo nazionale deve finanziare le zone franche urbane di Catania, Gela ed Erice cancellate dal Governo Berlusconi. PESCA La Sicilia deve aprire una vertenza con l'Europa, nel 2013 cadrà l'attuale direttiva che penalizza la pesca nel Mediterraneo essendo essa concepita a favore della pesca dei mari del Nord. Vanno reclamate regole e misure adatte ad un settore che occupa 30 mila addetti e va varato un piano di rilancio della piccola e media marineria siciliana. I PRIMI CENTO GIORNI Il presidente di Confindustria Ivan Lo Bello sostiene che se si sbloccassero le richieste autorizzative che giacciono nei cassetti della Regione si incrementerebbe il Pil dell'8 per cento, immettendo in circolo denaro privato. Perciò va istituita una conferenza dei servizi permanente che esamini tutte le pratiche. Va costruita una cabina di regia sugli investimenti alle dipendenze della Presidenza della Regione per evitare il balletto di rinvii tra associazioni ed enti locali. Vanno recuperati i fondi europei che per la Sicilia sono di 5 miliardi e 700 milioni, rinegoziando questa situazione con l'Unione Europea. Il patto dei sindaci deve essere l'occasione per portare in Sicilia 5 milioni e mezzo di euro dotando gli edifici dei Comuni di pannelli fotovoltaici, con un risparmio del 50 per cento delle spese di energia. La Banca centrale europea ha stimato che quei 5 miliardi e mezzo di euro possono portare a 24 mila posti di lavoro, la metà andrebbero ai precari, l'altra metà ai giovani disoccupati. Il sole è la nostra ricchezza, ma la Sicilia merita uno zero in condotta per non aver saputo sfruttare questa risorsa come hanno fatto la Germania e la provincia di Bergano, prime in Europa ed in Italia. LA RIVOLUZIONE DELLA DIGNITA' "Il sole è il simbolo della Sicilia che rinasce, che fa diventare economia le sue bellezze. La rivoluzione della dignità che propongo - dice l'on. Crocetta - mette al centro la bellezza dell'isola. Mentre metto a punto il mio programma di governo, mi trovo nell'albergo Atelier sul mare di Antonio Presti che, con fondi propri, ha regalato alla Sicilia un grande patrimonio d'arte all'aperto. La Fiumara d'arte di Antonio Presti e le esposizioni come quella di Gibellina di Ludovico Corrao sono l'esempio che il popolo siciliano è migliore della sua classe dirigente verso cui, oggi, i siciliani sono impegnati soprattutto i giovani". Sui giovani e sulle loro aspettative l'on. Crocetta racconta un incontro avuto qualche giorno fa a Mistretta durante la processione di San Sebastiano. "Ho incontrato dei giovani che portavano la vara al petto e mi hanno detto: siamo con te Rosario, rappresenti il nostro futuro. Subito dopo uno di questi giovani mi ha detto; i politici ci hanno tradito, siamo sicuri che non ci tradirai pure tu? Ho risposto che uno come me, condannato a morte dalla mafia, che ogni mattina ringrazia Dio per il nuovo giorno di luce donatogli, non è uno che tradisce. Metto la mia vita a disposizione del futuro dei siciliani, un futuro che costruiremo a partire da oggi. Il nostro è un presente che si proietta nel futuro e che ha come centro l'isola più bella del mondo. Nell'albergo di Antonio Presti mi piace la stanza dedicata a Pierpaolo Pasolini, l'abbiamo progettata io, Antonio, Adele Cambria e Dario Bellezza. Dentro quella stanza medito non solo la bellezza della Sicilia, ma anche l'opera di massacro fatta in Italia in passato ed ancora oggi verso intellettuali scomodi e anche verso di me. Parafrasando Pasolini, posso dire che io so quali sono gli intrighi del potere in Sicilia, ed i suoi loschi piani. Io conosco la Sicilia dei gattopardi, so cosa è la sofferenza ed il dolore, so cosa vuol dire essere poveri e subire violenze ed emarginazioni. Io che so non tradisco. Sono un siciliano indignato che vuole contribuire con i siciliani onesti alla valorizzazione dell'isola. La rivoluzione di dignità che propongo, parte dal coraggio di cambiare ed io sono interprete di un sogno possibile: la rinascita di una Sicilia che cambia. Voglio una Sicilia solidale che non emargini i deboli, che valorizzi la diversità perché ogni persona è immagine di Dio, che riconosca i diritti civili e si batta per il loro rispetto. La mia sarà una politica rigorosa, ma non da macelleria sociale. Taglierò i privilegi delle cricche e delle caste che hanno depredato il bilancio regionale con le loro azioni fameliche. Buongiorno Sicilia". 29082012