Basilica di Vicenza: il salone interno restaurato per la mostra di Goldin per quasi sei anni è stato un gioiello chiuso, inaccessibile ai turisti e agli stessi vicentini, oggetto di polemiche, dibattiti e, soprattutto, di un cantiere da oltre 21 milioni di euro. Fra meno di 40 giorni, però, la Basilica palladiana tornerà ad accogliere la gente che, da sempre, passa sotto le arcate disegnate da Andrea Palladio, nel salone degli Zavatteri, nella Domus comestabilis e in corte dei Bissari, quando ancora il Palazzo della Ragione (cuore del monumento di piazza dei Signori attorno al quale Palladio progettò le logge e le volte) era sede dei commerci, della politica e della giustizia cittadini. Era l'inizio del Seicento e regnava la Serenissima repubblica di Venezia. Da quel periodo è passato circa mezzo millennio e l'incuria, il tempo e i bombardamenti piovuti sulla città durante la seconda guerra mondiale hanno reso necessario un intervento alla struttura e agli impianti del monumento. L'opera di restauro da circa 21 milioni di euro, finanziati dalla Fondazione Cariverona, è iniziata nel 2007 e finirà a metà settembre. Sei anni di lavori ininterrotti serviti a sistemare la base e la cupola dell'edificio datato 1614, a dare un nuovo volto alla corte dei Bissari, a valorizzare i nuovi ritrovamenti archeologici e ad adeguare tutti gli impianti di climatizzazione, riscaldamento ed elettricità, trasferiti sotto la corte dei Bissari. Sei anni, inoltre, passati attraverso dibattiti e polemiche e anticipati, pure, da carte bollate. E il caso della battaglia a suon di sentenze nata fra i progettisti dell'intervento in Basilica, nel 2003, quando il progetto presentato da Paolo Marconi ha vinto la gara d'appalto solo dopo una sentenza del Tar del Veneto. Negli anni, inoltre, la somma per i lavori è lievitata, a causa anche di alcuni ritrovamenti archeologici di epoca romana, a quota 21 milioni di euro. Ora, però, la Basilica è pronta per richiamare il grande pubblico. E lo farà, dal prossimo 6 ottobre, con la mostra di dipinti «Raffaello verso Picasso», in via di allestimento e oggetto della visita da parte del sindaco, Achille Variati, e del curatore, Marco Goldin. L'evento si svolgerà nel salone al piano nobile, in quei mille metri quadrati che un tempo ospitavano il Consiglio dei Quattrocento e che, già adesso, sono occupati da un labirinto di cartongesso lungo 5oo metri e diviso in 13 sale. Una struttura disegnata da Edoardo Gherardi, a tratti ingombrante, con pareti alte anche fino a cinque metri, ma necessaria per esporre gli 86 quadri che approderanno nelle prossime settimane a Vicenza, dove rimarranno fino al 20 gennaio 2013. Capolavori dal Quattrocento al Novecento, da Mantegna a Picasso, divisi in quattro sezioni tematiche, che si apriranno un quadro di Beato Angelico («Madonna con bambino», 1425) e termineranno, con tutta probabilità, con l'opera dell'artista americano Andrew Wyeth («Christina Olson», 1947). Il valore dei dipinti esposti supera il miliardo di euro anche perché, in alcuni casi, si tratta di quadri che per la prima volta escono dalle teche dei musei. Come il «Cristo risorto» di Sandro Botticelli, datato 1480 e ospitato al museo americano Detroit Institute of Art, che impreziosisce la prima sezione del «Sentimento religioso». Prima esposizione anche per il ritratto che Claude Monet realizzò nel 1866 alla moglie Camille, quel «Camille Monet con il suo cane» inserito nella terza sezione de «Il ritratto quotidiano», preceduta dalle opere de «La nobiltà del ritratto» e seguita da quelle del Novecento inserite ne «Lo sguardo inquieto».