Traslocano al museo S. Matteo i ventimila volumi più rari e preziosi della biblioteca universitaria. Se n'è occupato persino il Parlamento, con un'interrogazione al Ministero dei beni culturali. Ma poco o nulla si è mosso dal 29 maggio, giorno di chiusura del palazzo della Sapienza a Pisa per inagibilità dovuta al terremoto emiliano. Adesso la Biblioteca universitaria di Pisa, gioca d'anticipo: i suoi volumi del '500 e i manoscritti preziosi ancora più antichi saranno messi al sicuro nel caveau del museo nazionale San Matteo, qualche centinaio di metri più a est sul lungarno. Lo stallo di questi mesi deriva dalla difficile coabitazione tra la biblioteca e la facoltà di giurisprudenza: la prima è ospite dal 1823 in Sapienza, pieno centro storico di Pisa. E nei secoli ha accumulato oltre 600mila volumi che col loro peso hanno messo in pericolo la stabilità dell'edificio. Il sisma che ha colpito il centro Italia ha accentuato le crepe nei muri e comportato la chiusura dell'immobile. Così si è riaperta una discussione che in modo carsico prosegue da 35 anni: i giuristi vorrebbero la Sapienza come sede esclusiva della loro facoltà; al contrario, la comunità scientifica nazionale (con contributi anche dall'estero) sostiene che il prestigio della Biblioteca e quello della Sapienza si alimentano a vicenda, quindi le due realtà non possono essere separate. Che fare? I libri sono sempre al primo piano e se non si trova un accordo nemmeno sulla loro collocazione temporanea, necessaria per quantificare i danni al palazzo e gli interventi necessari. Intanto si scatenano voci che vogliono mettere in guardia su possibili furti e smarrimenti che avverrebbero durante il trasloco. Così la Bup che ha deciso di chiedere un contributo alla "Fondazione Pisa", ente nato dalla Cassa di Risparmio di Pisa: essa finanzierà trasporto "protetto", allestimento di una scaffalatura nei sotterranei del San Matteo e ulteriore cancellata di protezione. L'intervento salvaguarderà solo una minima parte del patrimonio libraio, quella più di valore; la spesa prevista è di 20-30mila euro e i tempi brevissimi: entro un mese dovrebbe essere tutto pronto. Da Firenze arriva però una notizia a guastare la festa: le biblioteche della giunta regionale e del consiglio saranno unificate per risparmiare e parte del loro patrimonio finirà in tre magazzini, tra cui a Ospedaletto, frazione di Pisa. Se il futuro immediato dei 37 lavoratori della Biblioteca era la Soprintendenza regionale, ora non c'è nemmeno quello di sicuro, perché il piano della Regione prevede 500 trasferimenti in due anni.