Il mausoleo di Al Shaab, nel cuore della capitale libica Tripoli, demolito con i bulldozer in pieno giorno da salafiti che agiscono indisturbati. Venerdì a Zlitan distrutta la tomba di Abdel Salam Al Asmar, dopo due giorni di scontri tra gruppi tribali della zona. È l'attacco del salafismo al cuore della storia secolare del sufismo. Una storia che non può e non deve essere messa in discussione, né mai demolita con la forza. L'estremismo ha già fatto danni in Afghanistan con i Buddha, e in Mali, dove altri mausolei di teologi Sufi sono andati distrutti nell'indifferenza mondiale. È follia estremista salafita e iconoclasta che domina in lungo e in largo i territori dove le è stato permesso di mettere radici. La filosofia Sufi è un qualcosa di straordinariamente interiore, un modus vivendi che ha influenzato gran parte della cultura ad altissimo livello, ma la forza distruttiva del wahabismo che usa il salafismo come mazza, ha avuto finora la meglio. Del resto, se andiamo per un momento a ripercorrere cos'erano il wahabismo e coloro che lo hanno propagandato nel tempo, prima che l'oro nero ne facesse dei potentati economici e di fondamenta-lismo, ci rendiamo conto alla perfezione di chi c'è dietro a questi scempi, umani e culturali. Ottusi conservatori di un fondamentalismo nutrito con le amori e l'estremismo culturale, analfabeti che non conoscono né cultura né ragione, che da sempre non ammettono la libertà perché non ne hanno mai assaporata la grandezza e la prorompente portata storica. Sotto i loro piedi giace la loro ricchezza e solo questa a loro può esser a ragione assegnata. Ecco chi ha fondato e gestisce una monarchia campione della violazione dei diritti umani e muove le marionette salafite come eserciti di morte e repressione della cultura e del progresso. Fino alla distruzione di luoghi sacri per l'islam intero, a cui devoti e studiosi hanno dedicato miliardi di pagine e di discussioni, a cui lo sguardo del mondo è stato spesso accostato, quando occorreva trovare una via maestra fra islam e Occidente. Distruggono la cultura per distruggere le fondamenta della libertà, incapaci di pensare oltre. II pensiero Sufi però è in quei mausolei ma soprattutto nella mente dei moderati e di chi quel pensiero lo studia da sempre e ne ha tratto linfa vitale per un universo culturale enorme e che non si può estirpare. Prova ne sia che proprio in Marocco, dove i mausolei sono innumerevoli e dei quali quello di Moulay Ismail a Meknes rappresentala punta di diamante dei pellegrinaggi e dei viaggi di conoscenza, aumentano le conversioni al cristianesimo. La cifra che il governo di Rabat ha reso pubblica parla di 8.000 marocchini convertiti nei primi 8 mesi del 2012, cosa che fa intendere che siano, con ogni probabilità, molti di più, come del resto Tel-Quel nel 2010 aveva già scritto parlando di 45.000 conversioni. Mentre il salafismo tenta di avanzare distruggendo il lato esteriore della libertà, essa si propaga in molte forme, tra cui quella di cambiare idea e di abbracciare una visione diversa da quella cui si è partiti. Inizio a pensare che questa primavera araba, o inverno fondamentalista, riserverà un doloroso risveglio a chi oggi passeggia sulle rovine della cultura ma non sa, ignorante e cieco, che la storia non si fa governare dalla spada ma solo dalla mente.
LIBIA - Tripoli come Timbuctù: distrutti i monumenti sufi
Il mausoleo di Al Shaab a Tripoli è stato demolito dai salafiti con bulldozer. A Zlitan, la tomba di Abdel Salam Al Asmar è stata distrutta dopo due giorni di scontri tra gruppi tribali. Questo attacco rappresenta una minaccia per la storia secolare del sufismo. Il salafismo è considerato un'estremo e iconoclasto movimento che cerca di distruggere la cultura e la libertà. Il wahabismo, che utilizza il salafismo come strumento di distruzione, ha avuto finora la meglio. Il pensiero sufì è un concetto interiore che ha influenzato la cultura ad altissimo livello, ma il salafismo cerca di cancellarlo.
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