Il sottosegretario sul successo del nuovo Memoriale di Garibaldi e i piani futuri. Serve comunicare. I musei diffusi vinceranno la crisi. Peluffo: racconteremo la Prima guerra mondiale sul territorio. La via per uscire dalla crisi passa per la cultura, attraversa la storia, approda in centinaia di piccoli musei diffusi su tutto il territorio italiano. A patto però che questi luoghi siano in grado di coinvolgere, emozionare lo spettatore attraverso la narrazione e che siano messi in rete tra di loro creando una trama ricca di suggestione e potenzialità turistica, ben comunicata. E questa la ricetta del sottosegretario alla presidenza del consiglio Paolo Peluffo che, mentre registra il record di visitatori (13 mila in un solo mese) per il Memoriale di Garibaldi a Caprera, pensato e realizzato nella cornice delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia, è già pronto ad affrontare la prossima sfida: un memoriale diffuso, su tutto il territorio italiano, che racconti la Prima guerra mondiale attraverso le testimonianze private delle singole famiglie. «Lo stato ci mette la vetrina, i luoghi che faranno da cornice. «La cultura non solo serve, ma è vitale per uscire dalla crisi, spiega, «lo dimostrano i numeri: oltre 13 mila persone si sono recate a Caprera per visitare il nuovo spazio espositivo multimediale su Garibaldi inaugurato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo scorso 3 luglio. Secondo gli ultimi dati Federculture, nel 2011 sono cresciuti sia i consumi sia la domanda di cultura. Nello specifico, la spesa delle famiglie italiane ha raggiunto i 70,9 miliardi di euro ed è aumentata del 2,6 rispetto al 2010. Nel 2011 in musei e mostre nei 'siti statali sono entrati oltre 40 milioni di visitatori, il 7,59. E in più dell'anno passato. «La storia è un patrimonio collettivo, continua Peluffo, «che può creare ma soprattutto alimentare il ritorno economico di luoghi e spazi che altrimenti rimarrebbero abbandonati. Il caso del Memoriale di Caprera ne è un esempio perfetto. Abbiamo trasformato radicalmente, arrivando persino a creare una strada e allacciare acqua e luce dove mancava, un complesso su 1.500 metri quadri interni e 7.500 metri quadri esterni, sopra un'isola. E tutto questo lavoro è costato solo 5 milioni di euro di cui 2,3 provenienti dalle Fondazioni bancarie associate all'Acri, il reetant e dallo stato. E lo stato oggi si trova un'attrattiva turistica da 150 visitatori al giorno, 1.800 solo domenica scorsa. L'intenzione, per il futuro prossimo, è quella di unificare il Memoriale con la già esistente Casa di Garibaldi. E poi proporre che gli introiti dei biglietti, che per la Casa arrivano oggi a 250 mila euro l'anno, vengano gestiti direttamente dalla Soprintendenza locale. È una piccola rivoluzione che aiuterebbe i musei italiani a essere più competitivi., incalza Peluffo. «Se le Soprintendenze potessero contare sui propri incassi, i singoli musei sarebbero più incentivati ad attrarre visitatori.. La formula per attrarre più visitatori, per Peluffo, «passa dalla comunicazione a tutti i livelli. Nei musei bisogna raccontare una storia interessante, usare gli strumenti multimediali per definire una cronologia precisa e didascalica. Non dare niente per scontato: il pubblico vuole apprendere, non solo incontrare una serie di oggetti per quanto di valore. Questo porterebbe anche a un coinvolgimento labour intensive (ad alto tasso di lavoro, ndr) delle imprese locali giovani che producono contenuti, scuole, cooperative, professionisti. Prendiamo per esempio i bookshop e la biglietteria: chi l'ha detto che non possano essere appaltate a cooperative di giovani che hanno le competenze per raccontare, anche attraverso il merchandising, la storia del proprio territorio? Comunicazione vuol dire racconto, certo, ma anche farsi conoscere all'esterno. I1 museo diffuso funziona se è messo in rete in modo coerente, le informazioni sono facilmente raggiungibili dai potenziali visitatori ma anche se, e questo mi porta al nuovo progetto appena varato di commemorazione della Prima guerra mondiale, consente di raccontare la nostra storia personale. La prima riunione del comitato interministeriale istituito dal presidente del Consiglio Mario Monti e presieduto dallo stesso Peluffo ci sarà il prossimo 3 settembre. I punti fondamentali del progetto riguardano il restauro e la messa in rete delle centinaia di siti della memoria già esistenti, monumenti ai caduti, memoriali. Guarderemo anche al lavoro già compiuto con successo dalla regione autonoma di Trento, aggiunge Peluffo. Incentiveremo le formule di collaborazione tra pubblico e privato per gli interventi di restauro, invitando anche le scuole italiane specializzate in questa materia e tra le migliori al mondo a partecipare. Infine, conclude, «chiederemo da subito di cominciare le celebrazioni nazionali già nel 2014, senza aspettare l'effettivo centenario dell'entrata in guerra dell'Italia che partirebbe dal 2016: è importante che il ricordo cominci in contemporanea a quello europeo.