II ministro: «Messaggio di crescita per l'Italia». Pressing sull'Enac per i permessi Il governo dice sì. Per il ministro Corrado Clini «l'opera di Cardin sarà d'esempio per tutta Italia perché rilancia una grande area industriale». E sul via libera dell'Enac arriva il pressing di tutte le istituzioni. A grandi passi. Nuovi consensi e lodi da politica e istituzioni, al Palazzo della luce manca solo il timbro dell'Enac: «Arriverà» Anche il ministro spinge la torre di Cardin. Clini: «Progetto serio e sostenibile, un esempio di riqualificazione da studiare». Ci sono l'acciaio, il cemento, il vetro, la tecnologia e i calcoli matematici. Su 255 metri di torre è principalmente una questione ingegneristica Ma nel palazzo voluto dallo stilista franco-veneto Pierre Cardin c'è soprattutto un'altra cosa che forse conta di più di tutti gli aspetti pratici messi assieme. Un elemento che il ministro dell'Ambiente Corrado Clini non manca di sottolineare a più riprese durante l'inaugurazione ufficiale della mostra dedicata alla creatura di luce che dovrebbe entro tre anni illuminare (e bonificare) Marghera. «Il Palais Lumière è un messaggio che da Venezia arriverà a tutto il paese spiega Clini . Come consiglio dei ministri monitoreremo i lavori per capire che tecnologie vengono impiegate, per avere un esempio pratico di come si possano riqualificare aree che sono state un motore dello sviluppo nel Novecento e che, con gli adeguati investimenti, potranno essere un nuovo propulsore per il 21esimo secolo». Insomma la torre della luce non sarà solo «un faro concettuale per Venezia», come ripete Pierre Cardin, commosso dopo aver tagliato il nastro tricolore dell'inaugurazione con una forbice da sarto, ma anche «un messaggio forte per l'Italia che attraversa un momento critico», aggiunge Clini sottolineando che la costruzione rappresenta un pezzo importante della strategia di crescita del paese e che non è compito del ministero dell'Ambiente stabilire se un'opera è bella o è brutta, ma se un progetto industriale è serio e sostenibile.». D'altra parte, anche se il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi preferisce soprassedere («Non tutte le iniziative devono essere sottoposte al placito del ministero, se ne occuperanno le soprintendenze», dice Ornaghi), sono passati solo pochi mesi dall'accordo di programma di Porto Marghera che porterà all'area industriale quasi sei miliardi di euro di investimenti e nuovi posti di lavoro. «Per questo continuo a ripetere che Piene Cardin è il nostro Lorenzo il Magnifico e che con questo intervento si è garantito l'immortalitàinterviene il governatore Luca Zaia che inciampando sul francese («Quest'uomo è stato criticato per aver fatto in Costa Azzurrra il palais bill, il palais bubble, insomma il palazzo delle Bolle che adesso è una grande attrazione turistica») ha voluto sottolineare che «in un momento in cui ci sono 150 mila veneti senza lavoro c'è bisogno di opere e non di polemiche sterili». E se Cardin ha indicato la propria creatura come «l'inizio di un nuovo rinascimento», il sindaco Giorgio Orsoni ha ricordato come «questa grande torre sia l'inizio di una nuova stagiono». «La zona dove sorgerà il palazzo è un'area strategica di congiunzione tra Mestre e Marghera puntualizza Orsoni La sua riqualificazione permetterà di rilanciare anche il resto del territorio che manterrà la sua vocazione industriale e portuale e che manterrà l'occupazione a buoni livelli». «Grazie all'accordo siglato qualche mese fa con il ministero dell'Ambiente oggi è possibile avere tempi certi sulla realizzazione delle grandi opere anche a Marghera a partire dalle bonifiche aggiunge l'assessore Renato Chisso anche per questo si può realizzare quest'opera». In effetti, a partire dall'accordo su Marghera tutte le istituzioni hanno saputo superare le divergenze politiche. «Questo perché Cardin offre innovazione, lungimiranza e strategia», interviene la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto che di fronte ai grandi pannelli della mostra sul Palais Lumiere (che sarà aperta al pubblico da oggi fino al 25 novembre accanto al Vega di Marghera) sogna «Se avessi due milioni di euro lo prenderei un appartamento in questa splendida torre, vedere Venezia dall'alto credo sia un'esperienza magnifica». Sulle autorizzazioni dell'Enac infine nemmeno una parola. Anche se lo studio che attesta la non rischiosità della torre per l'aeroporto è stato consegnato solo ieri mattina, pare che tutti siano sicuri del via libera, tanto che ieri il consiglio regionale ha già deciso di assegnare a Pierre Cardin il titolo di «Leone del Veneto», prima ancora che sia stato presentato il progetto definitivo (che arriverà con i permessi a costruire a dicembre). E se invece l'Enac dicesse di no? «Ghe seremo l'aeroporto», grida qualcuno tra le fila delle quasi mille persone che sono venute ieri all'inaugurazione dell'opera e che hanno applaudito il discorso di Cardin prima ancora che venisse tradotto dal francese all'italiano. «Non credo che ci saranno problemi con l'Enac», traducono quasi all'unisono Clini e Zaia al termine degli applausi.