«Una bella idea, anche giusta, direi», esclama il viceministro dei Beni culturali, Antonio Martusciello, di Forza Italia, pensando alla casa di Alberto Sordi, in piazzale Numa Pompilio, che diventa un museo. «Le celebrazioni, certo, sono importanti - aggiunge il viceministro - Ma è più importante un progetto di questo tipo, un progetto che onori per sempre la memoria di un grande italiano. Sordi ha fatto tanto per il suo Paese, anche tanta beneficenza, non lo dimentichiamo...». Parole, queste, che fanno molto piacere naturalmente a Maria Antonietta Schiavina, la scrittrice, amica di famiglia, che ieri ha rivelato al Camere l'esistenza di un progetto tanto suggestivo. «Calma, però, è presto per parlarne - taglia corto il professor Giorgio Assumma, il legale della famiglia Sordi -In futuro potrebbe anche essere questa la soluzione, ma la cosa che più sta a cuore alla signorina Aurelia, al momento, è senz'altro tutelare la memoria di Alberto e i suoi tanti ricordi». La signorina Aurelia Sordi, la sorella di Albertone, ha 86 anni e un carattere battagliero. In questi giorni assiste con cura amorevole la sua amica d'infanzia, Annunziata Sgreccia, a letto malata. La Sgreecia è un'altra figura centrale di questa vicenda: da anni raccoglie con dedizione profonda i manoscritti di Sordi, le foto di scena, gli autografi di una vita, lettere, bigliettini. Materiale medito, che sicuramente un giorno farà parte del museo. Ma la verità è che la casa di piazzale Numa Pompilio già oggi, così com'è, assomiglia a un museo. Bella, elegante, ricca di ricordi. Ieri, il sottosegretario ai Beni culturali, Nicola Bono, di An, che ha la delega allo spettacolo e ama Sordi profondamente, non ci voleva credere: «Ma lo sapete - diceva - che questa mi pare davvero la migliore delle soluzioni? Il museo di Sordi nella casa di Sordi: sarebbe affascinante, neanche troppo difficile da realizzare. La signorina Aurelia ha 86 anni, è una donna straordinaria e non deve preoccuparsi di niente. Farò una telefonata al ministro Pisanu: in quella casa, lei, nel frattempo, deve dormire sonni tranquilli». L'assessore capitolino alla Cultura, Gianni Borgna, è più prudente. «In realtà - dice - noi avremmo già individuato il luogo fisico per ospitare il museo Sordi. E' un edificio in via Crispi, vicino alla Galleria comunale d'arte moderna e contemporanea. Certo, bisognerà prima ristrutturarlo, approvare la variante urbanistica, insomma passerà qualche anno. Comunque sia, se la signorina Aurelia deciderà di ospitare il museo nella casa di piazzale Numa Pompilio, non c'è problema. Se ne può parlare. Ci mancherebbe...».
Il museo nella villa di Alberto Sordi? Un'idea affascinante, da coltivare
Il museo di Alberto Sordi nella casa di Alberto Sordi. Una proposta che ha suscitato grande interesse e dibattito. Il progetto, che prevede di trasformare la casa di Alberto Sordi in un museo, è stato avanzato dal viceministro dei Beni culturali, Antonio Martusciello, e da Maria Antonietta Schiavina, scrittrice e amica di famiglia di Sordi. Il progetto è stato accolto con entusiasmo da alcuni, ma anche criticato da altri, che ritengono che la casa di Sordi sia un luogo troppo personale e intimo per essere trasformato in un museo. Altri, invece, ritengono che il progetto sia una buona soluzione per tutelare la memoria di Alberto Sordi e per far conoscere la sua opera a nuovi pubblici.
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