Riconoscimento dell'Europa per il nuovo parco realizzato da Tobia Scarpa. Via alle bonifiche dei terreni, demolite la Torre dell'acqua e le casette dei militari. Un equilibrio delicato, fatto di barene e materiali instabili, di centimetri sottratti alla marea. E un luogo che torna a vivere, recuperato alla natura, alla produzione nautica, all'ecologia. Il progetto del nuovo parco della Certosa, messo a punto da Tobia Scarpa, è stato premiato ieri a palazzo Ducale. Tra i pochissimi italiani inseriti tra i 140 premiati dall'Unione europea. Mostra inaugurata ieri a palazzo Ducale nell'ambito della Biennale Architettura. Grande la soddisfazione di Tobia Scarpa e dell'amministratore unico di Vento di Venezia, Alberto Sonino. «Un passo avanti nella grande fatica di recupero ambientale dell'isola», dice. Dalla tromba d'aria di giugno, che ha distrutto centinaia di alberi di alto fusto, i lavori nell'isola hanno fatto passi da gigante. Demolita la grande torre in cemento dell'acqua, demolite anche molte casette pericolanti sul bordo ovest dell'isola, utilizzate nei decenni scorsi dall'esercito per costruire gli esplosivi. «I materiali», spiega l'architetto Martina Giovannini, «saranno triturati e riutilizzati in loco per costruire i percorsi pedonali». Il grande parco prevede anche uno sviluppo sulle altre isole demaniali che arriveranno al Comune, Sant'Andrea e Idroscalo. Qui si potrà arrivare attraverso nuovi ponti pedonali. Un recupero di una parte di laguna all'uso della città. Progetto illustrato ieri nell'isola di fronte a mezza giunta comunale guidata dal vicesindaco Sandro Simionato e alla soprintendente Renata Codello. Gli enti locali hanno finanziato in parte le bonifica dei terreni, già avviata nell'area sud. le demolizioni proseguiranno nei prossimi sei mesi, poi - entro la fine del 2013 - saranno ricostruiti gli edifici e avviate sperimentazioni di energie alternative a basso costo. Anche il legno, ricchezza naturale dell'isola, sarà riutilizzato, le tonnellate di materiale abbattute dalla tromba d'aria saranno lavorate sul posto dalla falegnameria di Asiago «Chilometro zero» su progetto dell'architetto Massimo Barbierato. Panchine, sculture, giochi per bambini realizzati con materiale naturale a basso costo. Senz'altro inferiore a quello dello smaltimento dei rami e del legno fuori dell'isola. Un esempio, insomma, ora riconosciuto anche dall'Europa. «Una scommessa che vogliamo vincere», dice Sonino, «per dimostrare che a Venezia si può anche produrre rispettando l'ambiente». Caprette a decine sulle colline della Certosa, «Parco in divenire». Isola abbandonata, dal 2004 affidata a Vento di Venezia La data prevista è la fine del 2013. Saranno ultimati fra poco più di un annoi lavori di bonifica e il parco della Certosa sarà aperto al pubblico. Un sogno che si avvera, dopo decenni di uso militare e di abbandono. Una storia recente cominciata nel 2004, quando il Comune assegna a Vento di Venezia, società del giovane velista Alberto Sonino, una parte dell'isola. Apre il cantiere, poi l'officina, il rimessaggio delle barche. Nel 2007 arriva anche la fermata Acty e la passerella. Due anni dopo Vdv vince la gara per il partner nella realizzazione del parco. Adesso i lavori sono partiti, L'isola sarà un parco urbano aperto al pubblico, con percorsi, accessibilità alle rive e possibilità di ormeggi. Nella parte nord sono stati realizzati nuovi spazi per le barche a vela e la sede dell'Università del Design con una parte destinata alla ricettività.