Alemanno: «Ma chiediamo fondi al ministero». II progetto: «Il Colosseo sia di esempio. Mura Aureliane: per il restauro, pubblicità di cantiere: la Soprintendenza ha detto sì» Il Comune va a caccia di sponsor per la Fontana di Trevi. Il restauro, secondo stime ancora provvisorie, dovrebbe costare 2,5 milioni di euro. Motivo per cui nei sondaggi di ieri la vasca è stata svuotata per consentire il sopralluogo il sindaco Alemanno si è rivolto ai privati: «La vicenda del Colosseo ha esortato deve essere d'esempio agli imprenditori di tutto il mondo che vogliono sponsorizzare opere di restauro a Roma». Ma le richieste non si fermano qui: Alemanno cerca sponda nel ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi. E annuncia: «Una volta acquisiti tutti gli elementi, andremo al Mibac per trovare le risorse necessarie». Il responsabile capitolino della Cultura, Dino Gasperini, prova a spiegare la doppia strategia del fund raising pubblico-privato: «Chiediamo aiuto alla Soprintendenza per derogare al vincolo del Patto di stabilità. Penso agli investimenti per le Mura Aureliane, o per il Criptoportico di Traiano a Colle Oppio: i fondi ci sono e vorremmo poter intervenire». Per Fontana di Trevi, l'idea è quella di attrarre finanziatori privati: Mauro De Dominicis, patron dell'Acqua Claudia, si è già fatto avanti con 200 mila euro. E altri sponsor, attivi in ambiti diversi, si sarebbero offerti di contribuire. Nessun nome, per ora: «Abbiamo ricevuto molte proposte di livello nazionale», glissa il sovrintendente capitolino ai Beni Culturali, Umberto Broccoli. La procedura dovrebbe essere analoga a quella dei bandi istituiti per il restyling di altre quattro fontane: dei Leoni, del Tritone, della Barcaccia e dell'Acqua Paola. «Si sta arrivando all'aggiudicazione rivela Gasperini per restaurarle bene, presto e senza costi per l'amministrazione». La precondizione per il via libera su Fontana di Trevi è l'analisi capillare dei costi, affidata ai tecnici della Sovrintendenza. «Il progetto prevede opere di consolidamento, pulitura, risarcitura e trattamento dei restauri occasionali degli ultimi decenni spiega Broccoli . Dopo il distaccamento di un frammento, lo scorso 9 giugno, l'intervento è stato rubricato tra quelli di somma urgenza, ma voglio rassicurare i romani: nessun rischio di crolli, solo cura e prevenzione». L'ultimo recupero importante risale, infatti, al 1989: «Serve una pulitura integrale del vascone, delle statue e delle scogliere ammette il responsabile degli uffici di piazza Lovatelli . Bisogna intervenire anche sui restauri-tampone, non organici, dei decenni passati». Non solo: «Sul braccio elevatore, si è potuta notare una frattura nella scritta del prospetto "Benedictus XIV" spiega Broccoli . Si tratta di una lesione lieve che, però, deve essere sanata». Tempi previsti per il cantiere? «Difficile stabilirlo adesso, lavorare sui Beni culturali non è come cambiare il parquet di casa ironizza il sovrintendente . Per la messa in sicurezza del muro crollato al Pincio avevo stimato 15 giorni, ma ne sono bastati 5 (oggi parte il restauro su una superficie di 240 metri quadrati. I costi potrebbero oscillare tra i 100 e i 300 mila euro, ndr). Entro dicembre, faremo anche il punto sulle Mura Aureliane. Per il restauro, potremmo ricorrere alla pubblicità di cantiere: la Soprintendenza ha sciolto le riserve».