«Insulto al Paese» La Regione ha tagliato i fondi e la prestigiosa biblioteca dell'istituto filosofico di Napoli viene sfrattata. Migliaia di volumi - da Kant a Croce - a rischio. Intervista al presidente Marotta: «Non ci arrendiamo, combatteremo fino alla fine. Gerardo Marotta presidente dell'istituto: «Per difendere quei testi ho impegnato anche i miei soldi. Combatteremo fino alla fine». Appare sconsolato dinanzi agli scatoloni contenenti i trecentomila e più volumi rari e preziosi - per un valore di dieci milioni di euro - da lui riuniti nei decenni con passione infinita e in procinto di essere trasferiti in un deposito di Casoria, nell'hinterland napoletano. Eppure a ottantacinque anni Gerardo Marotta, avvocato fondatore e presidente dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, unanimemente considerato un tempio della cultura, intende dare battaglia, per l'ennesima volta: «Non ci arrendiamo, combatteremo, anche da soli, fino alla fine, per la sopravvivenza dell'Istituto e della biblioteca» dice convinto a l'Unità. Crede quindi che anche questa ennesima crisi verrà superata? «Non lo so, francamente, perché è l'Italia tutta che non ce la fa. Noi ci adoperiamo in tutti modi per aiutare il nostro Paese, ma constatiamo che mentre risorse ingenti vengono stanziate per i lavori pubblici, poco o nulla si investe in cultura». I volumi si trovavano collocati in luoghi diversi, nei dintorni di Palazzo Serra di Cassano, sede dell'Istituto e ormai luogo-simbolo della città, per una spesa complessiva annua di 200.000 euro. «Ma dal 2009 - prosegue Marotta - non viene più versato il contributo go- vernativo annuo di tre milioni di euro dal Ministero università e ricerca. Anche la regione Campania, che pure nel 2010 aveva acquistato, per 7, 5 milioni di euro, l'ex Coni in Piazza Santa Maria degli Angeli, per destinarlo alla biblioteca dell'Istituto, ha poi bloccato tutto con una delibera». In Italia ingenti risorse vengono destinate a opere pubbliche ma poco o nulla perla cultura Si è inceppato un ingranaggio: la classe dirigente non ha voluto recepire il progetto. I tagli dei fondi hanno quindi messo in ginocchio l'Istituto, dopo tanti annidi sacrifici. E ciò nonostante i riconoscimenti ottenuti in tutto il mondo e gli appelli lanciati dalle più prestigiose istituzioni mondiali, dal Parlamento europeo all'Unesco. Stando così le cose, «temo che a Natale saremo costretti a chiudere». Ma come siamo arrivati a questo punto? «Si è inceppato un ingranaggio: la classe dirigente non ha voluto, o non è stata in grado, di recepire il progetto dei grandi studiosi che hanno dato vita all'Istituto, da Giovanni Pugliese Carratelli a Hans Georg Gadamer e a Paul Ricoeur, per dirne soltanto alcuni, e che consisteva nel salvare la civiltà occidentale, l'Europa in declino, concentrandosi sulle materie umanistiche e filosofiche, così come è stato ribadito dalle Nazioni Unite nel 1993». Inoltre, nella nuova biblioteca di Santa Maria degli Angeli, sarebbero ospitati, insieme ai grandi classici dell'Istituto, i testi ricevuti in omaggio dalla Regione: «Ma ci rendiamo conto? - tuona l'avvocato - Giambattista Vico e Giordano Bruno a fianco di "A tavola con il porco", "L'amante del Federale", "Il Papero birillo" o "L'antologia degli indovinelli!"». Accostamenti senza dubbio ritenuti assurdi e spregiudicati, tanto che «anche la Sovrintendenza bibliografica della Regione non permette una simile contaminazione fra sacro e profano» rileva Marotta. Si sono fatti avanti numerosi, per ospitare la biblioteca: «Dal sindaco di San Giorgio a Cremano che ha messo a disposizione i locali di Villa Bruno al Comune Castellammare di Stabia con la reggia Quisisana, ad Avellino dove ci vengono offerti ben due palazzi, e poi Acerra con il suo castello, il Comune di Ravenna, fino alla Cgil... ma per noi è fondamentale tutelare l'unitarietà del nostro fondo librario». In ciascuno di questi posti tuttavia «creeremo delle scuole di filosofia e cultura umanistica, per mantenere vivo l'amore per il sapere, ma la biblioteca deve rimanere a Napoli, accanto all'Istituto», annuncia combattivo l'avvocato. Quindi, nonostante le difficoltà Marotta, che ha investito il patrimonio della sua famiglia in questo straordinario e lungimirante progetto, lotta con tutte le sue forze per mantenere in vita l'Istituto, e guarda avanti: «A Lugano, fra qualche settimana, presenteremo la ristampa del codice Norov, realizzata in collaborazione con Le Belles Lettres di Parigi e che contiene gli unici manoscritti di Giordano Bruno, dedicati in particolare all'universo della magia». Non si arrende, incoraggiato anche dalle innumerevoli testimonianze di solidarietà provenienti da prestigiose istituzioni internazionali: «Ora che le risorse personali sono esaurite e i fondi statali bloccati, i partner europei, riconoscendo quanto ha fatto l'Istituto in passato, cercano di dare il massimo contributo per aiutarci a proseguire nel nostro lavoro. Lo sa che il convegno su "La modernità dell'estetica di Hegel, tenutosi in Istituto in dicembre, è stato interamente finanziato dalle università tedesche"?». Mentre si attende, con qualche speranza, il vertice con i parlamentari campani e i sindaci interessati alla questione, il presidio dei sostenitori dell'Istituto continua dinanzi a Palazzo Serra di Cassano, e l'avvocato si dice fiducioso sugli esiti di una proposta di legge dello Stato avanzata dal ministro Lorenzo Ornaghi.