L'assessore Gasperini «Progetti bloccati dai vincoli imposti dal patto di stabilità» Iniziano oggi i lavori di restauro al Pincio, dove mercoledì scorso è crollato il rivestimento di un muro, opera del Valadier in via Gabriele D'Annunzio, la strada che collega piazza del Popolo con la celebre terrazza. L'intervento di messa in sicurezza, però, non sarà legato solo al tratto interessato dal crollo (nove metri di lunghezza e una profondità di venti centimetri) ma riguarderà 240 metri quadrati di muro: «Usciamo così dalla logica emergenziale - spiega Dino Gasperini, assessore capitolino alla cultura, che ieri è stato al Pincio per un sopralluogo -e andiamo su un intervento coordinato, che parta dal primo tornante e arrivi all'ultimo». Gasperini è stato accompagnato nella visita dal sovrintendente comunale ai Beni culturali Umberto Broccoli: «Teo- nicamente dovevamo mettere in sicurezza in quindici giorni e in realtà l'abbiamo fatto in cinque giorni lavorativi - spiega Broccoli - Stiamo restaurando dei muri antichi, quindi i tempi di lavoro non sono settimane ma uno o due mesi». Secondo il soprintendente, «in questi casi non si pub mai fare un azzardo sui tempi e lo stesso vale per i costi, che possono oscillare tra i 100 e i 300 mila euro». Nella ricostruzione della Soprintendenza sarebbe stata una «dilatazione termica» a causare il crollo del muro di Valadier. All'eccesso di inondazioni, provocato prima dalla neve invernale e poi dalle piogge primaverili, è seguita una eccezionale e anomala ondata di caldo secco. Il volume del muro si è ridotto e il cornicione è venuto giù portandosi dietro i mattoni. «Il problema, oltre all'antichità, è stato anche meteorologico: l'acqua piovana e l'umidità - conferma Broccoli - E a questo dobbiamo aggiungere anche la neve, che ha fatto la sua parte». Come dire che le mutazioni climatiche potrebbero essere corresponsabili, insieme allo smog e all'incuria, del degrado del nostro patrimonio artistico e culturale. «Il prossimo intervento riguarderà le Mura Aureliane, in tutti i suoi tratti - annuncia Gasperini - Lo faremo nei prossimi giorni, nelle prossime ore. Poi continueremo ovviamente a seguire la vicenda Pincio, su cui eravamo già intervenuti sul tornante superiore, e abbiamo i fondi e il progetto per quello inferiore, che purtroppo è sempre legato al patto di stabilità». Il solito tasto dolente, quest'ultimo, che frena gli investimenti del Campidoglio e, quindi, anche gli interventi di manutenzione straordinaria. «E una bestialità avere in tasca un milione e trecentomila euro e non poterli spendere - attacca l'assessore - E una follia. Inizieremo a fare una battaglia sul patto di stabilità». Una battaglia nella quale Palazzo Senatorio spera dai avere dalla sua parte Lorenzo Ornaghi, il ministro dei Beni culturali. «Ornaghi sono sicuro sarà un buon alleato, così come le sovrintendenze di Stato - sostiene Gasperini - L'obiettivo, infatti, è comune: conservare il patrimonio per darlo ai nostri figli».