La politica annaspa e i partiti si azzannano? Niente paura, il progetto della torre luminosa di Pierre Cardin a Marghera li mette d'accordo tutti e compie il miracolo: un allineamento planetario-istituzionale poderoso, dove Regione Veneto (a guida Lega) Comune di Venezia (Pd) e Provincia (Lega) firmano all'unisono, con la benedizione del ministro Clini, l'Accordo di programma per costruire la "scultura abitabile" dello stilista franco-veneto, un fungo luminoso fatto di tre torri che si aprono verso il cielo, con la più alta che raggiunge quota 256 metri (per 65 piani abitabili). Per aprire i cantieri si aspetta solo il parere positivo dell'Enac, perché il progetto sfora di 100 metri l'altezza consentita per le costruzioni in prossimità degli aeroporti, e qui siamo a due passi dallo scalo veneziano Marco Polo. Ostacolo superabilissimo secondo lo stilista novantenne, arrivato lunedì pomeriggio a Marghera - l'ex polo chimico e cantieristico di Venezia, di cui da anni progettisti e urbanisti studiano senza successo la riqualificazione per raccontare alla stampa il suo Palais Lumiere. Anzi: "Dopo vari incontri con l'Enac abbiamo realizzato uno studio di risk assessment precisa l'ingegner Guido Zanovello responsabile del progetto per lo studio Altieri di Schio, Vicenza dove l'edificio con la sua altezza potrebbe invece essere un elemento di sicurezza per il traffico aereo, installando alla sommità un radiofaro per fare da riferimento alle virate degli aerei". Luci e ombre del palazzo luminoso, 44mila metri quadri di estensione per tre torri concave tagliate da sei dischi di collegamento e percorse da tre colonne di ascensori panoramici; costo complessivo dell'opera 3 miliardi di euro arredi (griffati) compresi, cifra che sborserà interamente lo stilista. Un piccolo mondo - con darsena privata per gli yacht - che nei programmi dell'ingegnere Rodrigo Basilicati, progettista dell'edificio nonché nipote di Cardin, ospiterà un vero paradiso per i ricchi del pianeta. "Ci sarà un hotel da 470 camere spiega lo stilista, partito da Venezia a due anni ma innamorato della laguna trenta delle quali saranno super suite a sette stelle". E poi giardini pensili, laghetti artificiali , piscine, ristoranti, bar, un teatro da 7mila posti e 10 cinema, un presidio di pronto soccorso ospedaliero, 2mila posti auto privati e 4mila pubblici, centri benessere, fitness e attrezzature sportive per tutti i gusti. La nuova costruzione avrà uso direzionale ("il Palais ospiterà uffici e sedi di rappresentanza" spiega il progettista) ma anche residenziale: sono previsti 300 appartamenti di lusso da 100 metri quadri ciascuno, per un costo che potrà aggirarsi attorno ai 2 milioni di euro a singolo appartamento. Cifre esorbitanti, superiori anche a un mini nel cuore di Parigi e forse di New York, ma dalle tre torri firmate Cardin lo skyline potrebbe essere mozzafiato, tra le guglie di San Marco e la bellezza placida della laguna. Una calamita per molti vip internazionali, che pare abbiano già telefonato allo stilista per prenotare abitazioni con vista (indiscrezioni insistenti che lui non conferma ma nemmeno smentisce). Il palazzo della luce mette d'accordo tutti, e le poche polemiche di qualche sparuto dissenso si sono perse per strada. Nemmeno Massimo Cacciari si pone il problema dell'impatto ambientale che il colosso di Cardin potrebbe avere su una zona già martoriata dagli impianti aziendali ad altissimo inquinamento (vedi Petrolchimico) e soggetta a subsidenza quanto la vicina e più nobile Venezia. "Non ho nulla in contrario se non rimane un monumento inutile dice l'ex sindaco di Venezia Cacciari ma invece rientra, come ha spiegato Cardin ai giornalisti, in un programma più complesso di riqualificazione urbana e di bonifica del territorio, che diventi faro per l'attività portuale e sia anche collegato al Vega, il parco scientifico e tecnologico di Venezia". Insomma tutto bene? "Voglio vedere cosa succede quando iniziano a scavare, spero che abbiano almeno già fatto dei carotaggi nel sottosuolo" sussurra un progettista veneziano ora anziano che ha passato 20 anni a studiare la riqualificazione e la bonifica di Marghera.
IL GRATTACIELO DI CARDIN PIACE A LEGA E PD. Marghera, la politica si compatta sul progetto faraonico dello stilista
Il progetto della torre luminosa di Pierre Cardin a Marghera, una zona di ex polo chimico e cantieristico di Venezia, è stato firmato con l'unisono di Regione Veneto, Comune di Venezia e Provincia, con la benedizione del ministro Clini. Il progetto, che prevede tre torri di 256 metri di altezza, ha un costo complessivo di 3 miliardi di euro. Lo stilista Cardin ha spiegato che il progetto sarà un "palais abitabile" con hotel, ristoranti, bar, teatro e centri benessere. La zona sarà anche residenziale con 300 appartamenti di lusso. Il progetto ha superato l'ostacolo dell'Enac, che aveva espressi preoccupazioni per l'altezza.
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