Negli anni 50 insieme ad Antonio Cederna fu tra i primi a denunciare il "sacco" urbanistico delle città italiane, a cominciare da Roma. Si è spento nella sua casa romana all'età di 83 anni L'architetto Italo Insolera, rinomato urbanista e paesaggista italiano protagonista di battaglie ambientali e culturali, è morto, stamani, per cause naturali, nella sua casa di Roma all'eta' di 83 anni. Insolera e' deceduto lo stesso giorno della scomparsa di un suo grande amico, il giornalista ambientalista Antonio Cederna (1996). Nel 1962 pubblico' "Roma moderna. Un secolo di storia urbanistica 1870-1970" (Einaudi), il primo libro che tratta la storia urbanistica della Capitale dall'Unita' d'Italia in poi. E' autore di una vasta bibliografia che comprende oltre trenta titoli. Nato a Torino nel 1929, Insolera si e' laureato in architettura a Roma, avviandosi alla libera docenza di urbanistica, sempre presso la stessa facolta'. Dal 1954 al 1968 ha insegnato nelle Facolta' di Architettura di Roma, Firenze, Venezia. Dal 1971 al 1983 e' stato professore ordinario di storia urbana alla Scuola di Architettura dell'Universita' di Ginevra. Durante il periodo di docenza a Ginevra ha fondato e diretto per quattro anni il Centre de Recherche sur la Renovation Urbaine, con contributo del Fondo Nazionale Svizzero per la ricerca scientifica.Ha tenuto corsi e seminari presso le Universita' di Napoli, Parigi, Kassel, Barcellona e Madrid. Insolera ha compiuto, in collaborazione con urbanisti, economisti e naturalisti numerosi studi di pianificazione territoriale, in particolare per le coste della Sardegna e della Toscana, occupandosi anche di ricerche attinenti al problema del tempo libero nelle aree urbane. Si e' particolarmente interessato del rapporto fra archeologia e citta' moderna, affrontando i problemi di un corretto recupero della citta' antica mediante una serie di proposte di limitazione del traffico, pedonalizzazione, restauro, che sono state in parte adottate dalle amministrazioni comunali, in particolare a Roma. Nel 1996 Insolera ha predispose il piano di assetto del Parco dell'Appia Antica a Roma. Per Einaudi Italo Insolera ha pubblicato anche "L'urbanistica" (nel quinto volume della "Storia d'ltalia", 1973) e "Roma moderna. Da Napoleone I al XXI secolo" (Piccola Biblioteca Einaudi 2011). LE REAZIONI - "E' stato un grande urbanista, un intellettuale appassionato e militante che per oltre cinquant'anni si è battuto per un'idea semplice, preziosa e modernissima: guardare alle città come a beni comuni, da governare ponendo l'interesse generale davanti alle convenienze private. La sua memoria deve essere d'esempio e di stimolo per tutta la sinistra". Lo dice Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella commissione ambiente del senato, ricordando l'architetto, storico e urbanista Italo Insolera. "Insieme ad Antonio Cederna - afferma Della Seta - Insolera fu tra i primi a denunciare dagli anni cinquanta il 'sacco' ubanistico delle città italiane, a cominciare da Roma. A distanza d mezzo secolo, quei rischi e quei danni sono tuttora in agguato, come dimostrano innumerevoli casi in cui le scelte urbanistiche sono piegate da chi governa all'interesse più o meno legittimo di palazzinari e cementificatori vari. In Insolera, il rigore dell'analisi si è sempre accompagnato a una irriducibile passione militante: dell'uno e dell'altra la sinistra ha bisogno per rimettere il rinnovamento delle città al centro del suo progetto riformista". "Ci lascia, oggi, uno dei più acuti e profondi conoscitori della Roma contemporanea, ma non ci lasciano le sue idee, che ci impegniamo a tenere vive, e a portare avanti con coerenza, perché rappresentano un pilastro portante su cui costruire la Roma del futuro e affermare un nuovo modello di sviluppo", dichiara in una nota Nicola Zingaretti, presidente della Provincia. "Con la sua opera di critico e studioso dell'urbanistica moderna, Italo Insolera continua Zingaretti - non ha soltanto raccontato con acume le trasformazioni della Capitale d'Italia, ma descrivendo e denunciando incessantemente i danni della speculazione edilizia e di uno scriteriato consumo del territorio, ha aiutato la nostra città ad avere più consapevolezza della sua storia e della sua identità e a guardare con occhi nuovi al valore del bello, alla convivenza tra antico e moderno, alla tutela del territorio e del paesaggio, alla costruzione e alla cura degli spazi comuni, al nesso fondamentale tra forma urbana, benessere e coesione sociale". "Temi nei quali chi ama Roma conclude - non può non identificarsi e sui quali è chiamata a misurarsi la responsabilità e la lungimiranza delle sue classi dirigenti". L'architetto Italo Insolera "è stato non solo un rinomato urbanista ma un uomo che ha proposto una visione della organizzazione urbana e della gestione del territorio talmente saggia e lungimirante che tutti coloro che negli ultimi decenni hanno avuto il governo di questa città credo ne abbiano cercato il confronto, l'ispirazione e il conforto - il commento del sindaco Alemanno - A lui dobbiamo veramente l'elaborazione di un pensiero innovativo, contenuto in testi fondamentali per la formazione civile e la coscienza civica di tutto il Paese. La sua dunque è una perdita molto sentita per la città di Roma a nome della quale esprimiamo alla famiglia Insolera il più profondo e sincero cordoglio".