"La cultura di Napoli" impacchettata e spedita in deposito: continua l'esodo della biblioteca dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. Ieri il presidente Gerardo Marotta ha simbolicamente partecipato al trasloco dai locali di palazzo Serra di Cassano nell'ambito di una manifestazione promossa dai comitati civici e di quartiere, insieme ai Verdi Ecologisti e a Federconsumatori. «Senza cultura finisce la civiltà» ha ricordato il filosofo durante la manifestazione. «L'uomo ò privato dell'intelletto, e il nostro Paese non sarà in grado di affrontare le sfide per la crescita lanciate dal mercato internazionale». «Le istituzioni - accusa Marotta - non hanno salvaguardato in modo opportuno il patrimonio culturale dell'Istituto, né quello librario, e adesso ci troviamo senza sede e con 300mila volumi stivati in un deposito a Casoria. Le nostre attività ed i riconoscimenti nazionali e internazionali - continua lo studioso - hanno fatto sì che l'Europa già dieci anni fa stanziasse quasi otto milioni di euro per tutelarlo, invece solo adesso, quando i disagi sono ormai gravi, si tenta di porre rimedio, talvolta anche con proposte ad effetto ma prive di fondamento». La stoccata del presidente Marotta ò alla proposta lanciata da Palazzo Santa Lucia di accorpare l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici con il "deposito legale" della Regione, ovvero l'archivio in cui sono raccolte le nuove pubblicazioni edite in Campania, negli ex locali Coni in piazza Santa Maria degli Angeli. «Non ò opportuno far coesistere una biblioteca filosofica tanto prestigiosa con pubblicazioni che nella gran parte dei casi non hanno alcuna rilevanza culturale - ha affermato Marotta -. Inoltre non possiamo dividere lo spazio con un archivio tanto grande. All'interno dell'Istituto ò attivo un centro di ricerca, e quindi anche i nostri volumi sono in costante aumento». Infine la replica alla proposta dell'assessore alla Ricerca e all'Innovazione, Guido Trombetti, di estendere il progetto di digitalizzazione dell'intero patrimonio librario dei Girolamini anche alla biblioteca dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. «L'assessore Trombetti dimentica che ci manca la sede, parlare di digitalizzazione dei libri mi sembra nel nostro caso almeno affrettato» seppure l'avvocato Marotta ha acconsentito ad incontrare l'assessore venerdì prossimo. Nel corso della manifestazione non sono mancate frasi e attestazioni di stima allo studioso da parte dei partecipanti all'iniziativa, ma anche dai semplici passanti, residenti e negozianti, testimoni del suo impegno. «Manifestiamo per tenere alta l'attenzione sul futuro dell'Istituto - ha affermato Pasquale Testa, editore e promotore dell'iniziativa -. La cultura partenopea va tutelata, e il professor Marotta ne ò uno dei rappresentanti più autorevoli». Dopo aver incassato la solidarietà degli esponenti politici e del mondo della cultura nazionale e internazionale, Marotta si prepara dunque a valutare le soluzioni disponibili. Le offerte di ospitalità sono pervenute da più parti, anche da Comuni al di fuori della Campania, o addirittura dall'estero. La questione dello sfratto dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, dopo 35 anni di prestigioso servizio, ò però tutt'altro che risolta. Anzi, l'accaduto può essere considerato un altro duro colpo alla cultura della città di Napoli, dopo il saccheggio avvenuto quest'anno alla biblioteca dei Girolamini, e soprattutto dopo l'ennesimo slittamento dell'apertura del nuovo Archivio di Stato di Napoli, il cui lavori sono costati oltre sette milioni di euro e, dopo sedici anni, non sono ancora terminati.