Pensatori Raymond Klibansky, Jacques Derrida, Hans Georg Gadamer: i maestri da Marotta. «L' Istituto italiano per gli studi filosofici ha conquistato una dimensione che non trova termini di paragone nel mondo: organizza corsi dappertutto in Europa, pubblica opere in sei lingue antiche e moderne e contribuisce a fare di Napoli una vera capitale culturale»: basta leggere questo passaggio dell' inchiesta dell' Unesco sulla filosofia in Europa, diretta da Raymond Klibansky e David Pears, per avere un' idea del lavoro svolto dal prestigioso Istituto napoletano fondato e presieduto da Gerardo Marotta. A Palazzo Serra di Cassano hanno tenuto seminari e conferenze grandi studiosi e premi Nobel: da Ilya Prigogine a Renato Dulbecco, da Karl Popper a Hans Georg Gadamer, da Jürgen Habermas a Pierre Hadot, da Jean Starobinski a George Steiner. Migliaia di borsisti hanno avuto l' opportunità di dialogare con eccellenti maestri e di coltivare la passione per la ricerca. Finanche nel periodo estivo sono state organizzate un centinaio di scuole, diffuse anche in piccoli paesini del Sud, per mantenere vivo l' amore per il sapere. Del resto, i riconoscimenti ricevuti in Europa da Marotta testimoniano l' importanza che il suo Istituto ha assunto nel mondo della ricerca: dal Diploma d' onore del Parlamento europeo (Strasburgo 1994) alla Medaglia-Goethe (Weimar 2001), dalla Medaglia-Pietro il Grande (Mosca 2002) alla Légion d' honneur concessa dal presidente della Repubblica francese nel 2003. «Un giorno gli si darà ragione - aveva scritto nel 1996 Jacques Derrida, in una plaquette pubblicata da Les Belles Lettres in occasione della laurea honoris causa concessa al presidente dell' Istituto dall' Università di Paris III Sorbonne - e si comprenderà che Marotta ha visto molto lontano e con grande anticipo». E Hans Georg Gadamer gli faceva eco sostenendo che Palazzo Serra di Cassano «è diventato un grande luogo d' incontro della filosofia internazionale». Sulla stessa lunghezza d' onda Paul Ricoeur («L' Istituto ha promosso e incoraggiato, a Napoli e in Italia, ciò che c' è di più importante nel pensiero contemporaneo»). Nonostante le vacanze estive, la notizia del trasferimento in un deposito di Casoria della biblioteca dell' Istituto italiano per gli studi filosofici (quasi trecentomila volumi) ha creato allarme e preoccupazione in diversi centri di ricerca in Italia e in Europa. L' accademico di Francia Marc Fumaroli, commosso dalle immagini dei libri rinchiusi negli scatoloni, non crede ai suoi occhi: «L' Istituto di Napoli ha contribuito al risveglio della coscienza civile collettiva. Una figura così generosa come Marotta sarebbe degna di un grande riconoscimento nazionale, come quello di senatore a vita. Titolo d' onore che non esiste se non in Italia». «È veramente assurdo - ha dichiarato Jürgen Renn, direttore dell' Istituto Max Planck per la storia della scienza di Berlino - che un patrimonio librario così importante finisca rinchiuso in uno spazio chiuso. La fama dell' Istituto di Napoli è ben riconosciuta tra gli studiosi tedeschi: non solo per le pubblicazioni delle opere inedite di Hegel, ma anche per le relazioni scientifiche che Marotta ha saputo tessere con università e ricercatori in tutta la Germania». «Non è concepibile - aggiunge Yves Hersant, direttore del Centro Europa dell' École des hautes études en sciences sociales di Parigi - veder morire l' Istituto e la sua importante biblioteca che non sono solo patrimonio italiano ma di tutta l' Europa. La Francia è grata all' Istituto per il sostegno alle collane di classici bilingue pubblicate presso Les Belles Lettres, per i convegni e per i gruppi di ricerca sostenuti». Reazioni a caldo che dovrebbero far riflettere, se si pensa a Marotta, che ha dedicato la vita e tutti gli averi all' Istituto italiano per gli studi filosofici.
NAPOLI - La proposta di Marc Fumaroli Marotta senatore a vita
L'Istituto italiano per gli studi filosofici, fondato e presieduto da Gerardo Marotta, è un'istituzione di prestigio che ha contribuito a far di Napoli una capitale culturale. Ha organizzato corsi e conferenze con grandi studiosi e premi Nobel, e ha pubblicato opere in sei lingue antiche e moderne. L'istituto ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Europa, tra cui il Diploma d'onore del Parlamento europeo e la Medaglia Goethe. I suoi colleghi e amici, tra cui Jacques Derrida, Hans Georg Gadamer e Paul Ricoeur, hanno elogiato l'opera di Marotta e l'importanza dell'istituto.
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