Il commissario dirotta i soldi dellIrpef, il museo congelato per mesi Si riapre lo scontro nel Pd. I ribelli: colpa del sindaco Ceccuzzi: la mia manovra era ok maria cristina carratù Il Santa Maria della Scala dovrebbe essere il biglietto da visita per la candidatura di Siena a capitale europea della cultura nel 2019, ma per il momento chiuderà. Dal primo settembre, ha annunciato il commissario prefettizio Laudanna, che guida la città del Palio da quando, nello scorso giugno, lamministrazione di centro sinistra è caduta sotto il "fuoco amico" di sei consiglieri comunali del Pd, contrari alle variazioni di bilancio proposti dalla giunta Ceccuzzi. In cui, fra le varie poste, figuravano anche gli 800 mila euro (recuperati dallaumento delladdizionale Irpef) necessari per coprire il bando di gara con cui far proseguire la gestione del SMS, dando lavoro a una quarantina di persone e con la chiusura del museo il martedì e nei mesi centrali dellinverno, quando il flusso di visitatori è minimo. Quanto durerà la chiusura al momento nessuno è in grado di dirlo, ma i più ottimisti, fra cui lo stesso ex sindaco Franco Ceccuzzi, parlano di «un paio di mesi», il tempo di disporre dei 7-800 mila euro necessari per coprire il bando e di cui dovrebbero farsi garanti sia la Regione Toscana (lok forse già nella riunione di giunta di domani), che dal Monte dei Paschi, coinvolto dallo stesso governatore Enrico Rossi: «Ho trovato la disponibilità a coprire la metà dellimporto» spiega, «mentre laltra sarà a carico nostro. Non possiamo permetterci la vergogna di far chiudere Santa Maria della Scala, monumento della nostra stessa identità culturale». Fermo restando, però, aggiunge Rossi, «che la Regione non è un bancomat, e dora in poi il suo coinvolgimento dovrà andare di pari passo con un suo diretto coinvolgimento nella gestione di beni e istituzioni di questa importanza». La polemica politica è riesplosa dalle ceneri mai spente, del violento scontro "di famiglia" della scorsa primavera, sullo sfondo della crisi della Fondazione Monte dei Paschi (grande finanziatore, nel tempo, anche del Santa Maria della Scala). «La chiusura è uneredità dellex sindaco» attacca lex consigliere comunale del Pd Giovanni Bazzini, accusando Ceccuzzi di aver lasciato cadere la giunta senza apportare le modifiche necessarie «a un bilancio senza poste certe», e perciò «dimenticato Santa Maria della Scala». Immediata la replica del centro sinistra che ha guidato Siena fino allarrivo del commissario (Pd, Siena Futura, Sel, riformisti, Psi): «La responsabilità dello stallo» si legge in un comunicato congiunto «è dei consiglieri comunali che il 5 giugno scorso hanno scelto di non votare la manovra di riequilibrio di bilancio». E neanche Ceccuzzi ci sta a passare per colpevole: «Con la manovra» ricorda «avevamo già assicurato un anno di gestione, in attesa del varo della Fondazione pubblico-privata, unico strumento per un rilancio degno di questo nome».