I beni monumentali in città non vivono di certo un momento esaltante quando si guarda a essi come volano per uno sviluppo turistico. Senza ombra di smentita si può affermare di trovarsi all'anno zero. Tante, troppe le lacune mai colmate che hanno portato alla paralisi assoluta. Anche i turisti che fino allo scorso anno arrivavano in città a visitare la collina, con in testa il suo bene principale, il castello normanno, hanno abbandonato Paternò. E la città è fuori da qualsiasi circuito. Per capire basta soffermarsi sul castello normanno, chiuso dall'inizio anno. Stop alle visite, dunque, perché, la struttura non rispetta le normative in materia di sicurezza. A marzo, dopo un lungo tira e molla, sembrava tutto risolto: era stato annunciato, infatti, l'accordo trovato tra Comune e Parco archeologico del Simeto (Ente che sovrintende il castello, di proprietà della Regione). E invece, nessun lavoro, nessuna apertura. Otto mesi ed il castello resta chiuso. E non è l'unico bene. Chiusa anche la chiesa di San Francesco alla collina. Chiuso resta anche il convento di San Francesco che attende ancora il finanziamento per il completamento degli interventi. E possiamo proseguire. Sulla collina manca il controllo; il servizio di videosorveglianza è inesistente con il risultato che tutti i monumenti sono presi d'assalto dai vandali, con scritte e disegni sui muri. A questo si aggiunge l'abbandono indiscriminato di rifiuti e una non efficiente, pulizia dell'area. E ancora. Mancano i servizi igienici (da sempre). I pullman non possono salire sulle strade della collina e non c'è un servizio navetta con mezzi di più piccole dimensioni. Inesistenti anche le informazioni per i turisti: nessun cartello (o altri sistemi informativi) per far conoscere i beni sul colle storico. Poi c'è il nodo sui beni archeologici. Quelli ritrovati sono stati coperti per salvaguardarli e l'unico rimasto visibile (si fa per dire, visto che le lastre in plexiglas che lo ricoprono sono completamente sporche e annerite), sarà presto ricoperto. Puntare sul turismo archeologico, come accade in molte altre realtà della Sicilia, appare, dunque, utopistico. E se dalla collina ci spostiamo in altre parti della città, la situazione non cambia. Degrado alle Salinelle, abbandonata Ponte Barca. Si può essere ottimisti? Ci prova il sindaco Mauro Mangano. «Risolveremo il problema per il castello normanno - dice il primo cittadino - e incontreremo presto le realtà del territorio per avviare una collaborazione che possa permetterci di cambiare volto al sistema cultura. Puntiamo al Castello e all'ex ospedale, che sarà la base di partenza di un percorso sulla collina. L'ex ospedale, oggi Palazzo delle Arti, entro l'anno ospiterà il museo archeologico. Avvieremo, inoltre, l'installazione di totem informativi multimediali. Saranno otto, in diverse postazioni della città». Ma. Sot. 26082012
SICILIA - I beni monumentali in città non vivono un momento esaltante
Il castello normanno a Paternò è chiuso per l'inizio dell'anno a causa di problemi di sicurezza. Anche la chiesa di San Francesco e il convento di San Francesco sono chiusi. I monumenti sono stati presi d'assalto dai vandali e mancano servizi igienici. I pullman non possono salire sulle strade della collina e non c'è un servizio navetta. Le informazioni per i turisti sono inesistenti. Il sindaco Mauro Mangano afferma di voler risolvere il problema e di incontrare le realtà del territorio per avviare una collaborazione. Sarà aperto il museo archeologico e saranno installati totem informativi multimediali.
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