La riunione è per oggi e al massimo dei livelli, il ministro Urbani, il sindaco di Firenze Domenici, il progettista Arata Isozaki e il direttore generale Roberto Cecchi affronteranno il problema dell'uscita su Piazza del Grano dei Nuovi Uffizi che, entro breve, vedranno quasi raddoppiato il proprio spazio espositivo. Dunque il grande portico a sbalzo progettato da Isozaki vincitore nel 1999 di un concorso internazionale, quello sbalzo alto una trentina di metri e completamente fuori scala rispetto all'ambiente attorno si farà? Dice Roberto Cecchi: «Lo studio e la ricerca pagano. Il lavoro di approfondimento fatto in questi mesi per gli Uffizi, oltre a quello condotto negli anni passati intorno a Piazza della Signoria, ci permette di allargare le conoscenze sulla città di Firenze e sulle sue origini. Tutto questo merita di essere reso disponibile per il grande pubblico, anche se significherà riconsiderare quel che era già stato progettato per l'uscita della Galleria. Ma avremo un percorso museale nuovo, inconsueto, da San Pier Scheraggio fino alla Magliabechiana». Dunque un nuovo percorso, ma dove e attraverso che cosa? Si è scavato sotto gli Uffizi dal 1999 al 2000, e in Piazza del Grano dal 2001 al 2004 e le scoperte sono state importanti. Cinque strati di edificato, dal tempo romano all'oggi, in origine forse solo un porto, poi uno spazio organizzato, abitato. Lo prova un grande muro di cui si sono trovati resti importanti, che traversa proprio l'area del portico di Isozaki e che va dalla zona degli Uffizi e della chiesa di San Pier Scheraggio alla Biblioteca Magliaibechiana, un muro che rischia di far cambiare una parte della storia di Firenze. In questo stesso spazio si è scoperto un sistema complesso, con resti di edifici medievali, scale, pozzi, spazi delimitati, il tutto scandito proprio dal grande muro, spesso circa un metro e 60, databile prima dell'età romanica e collocabile dopo il periodo tardoantico, un muro che individua una cinta urbana finora non bene conosciuta rispetto alle altre note, della Firenze romana oppure di fine XIII secolo. Ma come collegare tutto questo alle scoperte anche recenti nella chiesa romanica di San Pier Scheraggio, chiesa studiata e restaurata fin dal 1933-34 Piero Sampaolesi che vi individuava due edifici, la chiesa consacrata nel 1068 e, sotto di essa, un edificio databile fra VIII e IX secolo? La storia della chiesa romanica in origine a tre navate e di dimensioni notevoli, è complessa; viene private agli inizi del XV secolo della navata sinistra per allargare via della Ninna, nel XVI secolo Vasari la ingloba nei suoi Uffizi abbattendone la facciata. Adesso si cerca di procedere con lo scavo per meglio definire la chiesa più antica sottostante. Proviamo a collegare le scoperte archeologiche di Angelo Bottini e di Monica Salvini, quelle degli insediamenti alto e basso medievali, con la chiesa di San Pier Scheraggio e con il grande muro che traversa tutto il sistema. Siamo fuori della cinta romana, entro un abitato protetto forse già in età tardo-antica; le case, i pozzi, gli spazi ritrovati lo testimoniano, sono la prova di una Firenze in forte crescita. Ma allora, di fronte a queste scoperte, che fare? La dimensione archeologica di questo spazio è imponente; inventare attraverso di essa un percorso, proporre un continuum fra San Pier Scheraggio, il grande muro antico ritrovato e quanto resta degli insediamenti attorno, è un compito irrinunciabile. Ha dichiarato il ministro Urbani che il tessuto di Firenze è delicatissimo: dunque forse proprio un grande e sensibile progettista come Isozaki potrà essere sedotto da una idea nuova, disegnare, attraverso le pietre scavate dagli archeologi, una dimensione diversa del tempo, un percorso storico di grande fascino e di delicatezza estrema. Cosi dai Nuovi Uffizi si potrà uscire, certo, ma traversando spazi contenuti e a scala umana, per rileggere la storia di una Firenze magari bizantina, poi carolingia, romanica e ulteriore. Davvero, davvero quella uscita retoricamente monumentale non si ha da fare. Fra l'altro distruggerebbe i reperti appena ritrovati. Impensabile.