Intervista al sindaco: "Con gli ambulanti di San Lorenzo basta concertazione: a settembre si risolve" Renzi attacca. Si candida alle primarie? "È il segreto di Pulcinella" «Le Soprintendenze ci bloccano», tuona il sindaco Matteo Renzi nellintervista concessa nella nuova sede di Repubblica, in via Lamarmora 45, al primo piano. Sul mercato di San Lorenzo è ora di decidere: «Basta col festival della concertazione, a settembre sciogliamo la questione». Mentre la candidatura alle primarie è a un passo: «Ormai è il segreto di Pulcinella...». Sindaco Renzi, questa estate non ha ancora demolito niente. Non si sente in astinenza? «Beh, lastinenza da demolizione mi preoccupa. Ma comè noto la cosa che volevamo abbattere è sotto sequestro, cioè i manufatti abusivi attorno al Torrino di Santa Rosa. Li abbatteremo il giorno dopo il dissequestro della magistratura». Sulla linea 2 della tramvia non ci sono speranze? Perderemo anche i finanziamenti europei? «Credo che i lavori della tramvia partiranno presto. Questo agosto più volte ho parlato sia con le aziende che con le banche. Scontiamo un peccato originale, quello di avere aziende che nel corso degli anni hanno mostrato di avere il fiato corto». Ce nè un altro, la cancellazione del passaggio dal Duomo. «Non sarebbe cambiato nulla, anzi la cancellazione del Duomo ha ridotto il costo: sarebbero stati 40 milioni in più. Il problema però non è stato questo, è stato che le banche si sono tirate indietro e lazienda è saltata. E non che il passaggio dal Duomo avrebbe impedito alle ditte di fallire». Quindi pensa che partirà? «La tramvia è una priorità strategica. Mi sono adoperato molto con Cassa depositi e prestiti e le aziende. Facendo anche impropriamente 'moral suasion nei confronti delle banche, che hanno problemi a finanziare questo opera, a cominciare dalla capofila Monte dei Paschi. Ma da 48 ore sono più ottimista, penso che ci siano le condizioni per partire ad ottobre». In contemporanea con laumento del biglietto Ataf? «Allassessore regionale Ceccobao, che si era presentato con laumento degli abbonamenti e dei biglietti, abbiamo detto che si tratta di una proposta irricevibile». Aumento rinviato a quando? «Al momento abbiamo detto di no. E sulla tramvia, non perderemo i finanziamenti europei: anche perché, se si parte oggi, possiamo farcela a realizzare la linea 2 e la linea 3. Ma si deve stare attenti alle dichiarazioni, lo dico agli esponenti della maggioranza a favore della tramvia, perché se continuano al gridare 'al lupo, al lupo si rende più difficile comporre un sistema finanziario che oggi può essere finalmente risolto. Ho apprezzato la disponibilità del presidente della Regione Rossi: abbiamo deciso la firma di un accordo a settembre sulla tramvia di oggi e quella di domani, cioè quella per Campi. Un accordo che fra laltro riguarderà anche San Salvi». San Salvi andrà allasta? «Per portare in fondo la ristrutturazione di Torregalli abbiamo fatto presente a Rossi e allassessore regionale Marroni che serve un protocollo urbanistico riguardante San Salvi e il cambio di destinazione. Prevedendo comunque un presidio per mantenere la memoria di cosa San Salvi è stato». Sindaco, che fine ha fatto il by-pass del Galluzzo? «Siamo in attesa della pubblicazione del decreto riguardante la classificazione delle terre di scavo. Siamo fermi da due anni, anche se mancano solo 28 giorni di lavoro». Sulla ex Manifattura invece tutto torna per aria? Fintecna, che è proprietaria del 50, è stata messa in vendita dal governo. «La proprietà ha consegnato la nuova documentazione alla soprintendenza: due torri basse e due soli uffici da demolire. Da parte nostra cè tutta la volontà. Certo, questo è un Paese in cui si fanno le opere pubbliche solo se piacciono alle soprintendenze. Giudico stravagante che qualche soprintendente firmi dei progetti che sostiene di non aver mai visto». Si riferisce la cordolo del Ponte Santa Trinita? «Non esprimo giudizi di merito. Ci sono due esigenze, quella estetica di mantenere il ponte e quella etica di assicurare la sicurezza ai ciclisti. Quello che mi stupisce è quel progetto ha la firma della soprintendente. E un po come per i dehors: noi coinvolgiamo le soprintendenze salvo poi scoprire che loro partecipano a loro insaputa. E pensavo che 'a sua insaputa fosse una prerogativa dei ministri». E per la ex Manifattura? «Per noi il progetto va bene. Avevamo proposto di abbattere i capannoni ma invece si è voluto a tutti i costi mantenere una visione che è inconciliabile con una città moderna. Mi arrabbio quando mi si dice che via Venezia, via Modena e via Micheli non possono essere rimesse a posto con lasfalto. Rifare le pietre costerebbe 1,1 milioni e 7 mesi di lavoro in ogni strada, lasfalto 100 mila euro e 20 giorni. Sarebbero 3 milioni risparmiati. Eppoi, dopo 3 mesi non abbiamo ancora il nulla osta per le porte telematiche in Oltrarno: non sono tutte uguali, quanto ci vuole a decidere? E vogliamo parlare di via del Pratellino? Larea non è sottoposta al vincolo paesaggistico ma la soprintendenza per fare un parcheggio vuole perfino la Vas, la valutazione ambientale strategica. Così accade per la Manifattura: stiamo lottando contro la burocrazia delle soprintendenze. E nei prossimi mesi, limpegno delle primarie non ci distoglierà dal chiedere loro conto delle evidenti assurdità con le quali stanno parzialmente bloccando la vita della città». Che intende fare con i banchi del San Lorenzo? «Non ho visto grandi passi avanti da parte loro. Il nostro obiettivo è linteresse pubblico: abbiamo fatto il festival della concertazione, anche basta ora. Se vogliono fare laccordo bene, ma vedo che laccordo non cè. Ed entro settembre si risolve». Sindaco, a settembre intende ritoccare le aliquote Imu? «Quella sulla prima casa non si tocca. Non è la priorità, vedremo. Ma lunico vero spazio è sulle seconde e terze case». E le tariffe di nidi e mense per il 2013? «Mi sembra prematuro». Sullo stadio sta aspettando la proposta dei Della Valle? «Dopo anni di chiacchiere siamo passati ai fatti, prima realizzando i campini e poi ridisegnando la Mercafir. E nelle prossime settimane arriverà la soluzione, in un senso o nellaltro». E ottimista? «Sono sempre ottimista. Il rapporto tra Fiorentina e amministrazione comunale è molto buono e quello con la città è decisamente diverso rispetto a due mesi fa». Se sarà ancora sindaco, nel 2014 sarà anche presidente della Città metropolitana. Che vuol dire per lei? «La Città metropolitana deve essere al servizio del cittadino e non delle singole visioni, talvolta oniriche. La Città passa anche dallazienda unica dei rifiuti, per la quale ci siamo adoperati. Passa dalla tramvia che arriva a Campi e a Bagno a Ripoli. E sarebbe interessante se il parlamento attribuisse alla Città metropolitana due funzioni importanti: il potere urbanistico e lutilizzo dei fondi Ue». Concorda su unarea metropolitana Firenze-Prato-Pistoia? «Non sono affezionato agli schemi. Larea metropolitana è da sempre il 'continuum che va dal Valdarno fino alla Valdinievole. Ma non minteressano i confini, sui quali adesso si polemizza, si decida anzitutto quali devono essere le sue funzioni». E vero che sta per candidarsi ufficialmente alle primarie? «Mi sembra ormai il segreto di Pulcinella. A settembre si apre una fase nuova. Quella delle primarie che, dice Bersani, si terranno a fine novembre. Per tre mesi saremo impegnati anche per una campagna di tipo nazionale. Ma vorrei dire ai fiorentini, non so se si sentiranno per questo rassicurati o minacciati, che il lavoro sulla città proseguirà». Cosa risponde a chi dice che non ha un programma? «Questa maniacale attenzione verso le nostre idee è il segno dellaffetto che molti hanno verso di noi. Come il segretario metropolitano Mecacci, che pare affidare il proprio pensiero a Riccardo Conti e Andrea Barducci. Vorrei rassicurarli, il programma cè, ma cè anche unambizione: riportare la sinistra alla guida del Paese e colmare un deficit storico di questo territorio, quello di portare tanti voti ma di aver prodotto raramente una classe dirigente». Sindaco, di quale sinistra parla? «Parlo di una sinistra che dice piani strutturali a volumi zero, che considera la cultura chiave di volta dello sviluppo, parlo di un futuro che non è una minaccia e che scommette sulla mobilità elettrica. Parlo di una sinistra che non fa pesare lAtaf sulle spalle del cittadino. Ritengo Ichino molto più a sinistra di Fassina e un modello di sinistra Blair, Clinton e Obama». DAlimonte dice che se perde è chiaro cosa succede. Non lo è invece se vince: chi farà la liste, il candidato o il segretario? «Se perdiamo daremo una mano a chi vince. Se vinciamo, sconfiggendo il sistema dellusato sicuro, significa che questo Paese è pronto ad un profondo cambiamento. E chi farà le liste non è che poi potrà metterci le Finocchiaro o i DAlema. Chiaro?»