veduta aerea del parco Castelvetrano. Potrebbe concludersi entro la prossima settimana il cosiddetto accesso da parte del personale di una ditta specializzata di Menfi (Agrigento) nell'area del parco archeologico di Selinunte sequestrata lo scorso 9 giugno dal Nucleo operativo del Corpo forestale regionale. Da alcuni giorni sul luogo, autorizzati dalla Procura di Marsala che ha disposto l'apposizione dei sigilli, si sta effettuando la caratterizzazione dei rifiuti venuti fuori dalla demolizione di una delle dune a sud della cittadella, operazione prevista dal progetto di realizzazione della «passeggiata» coperta che è stata finanziata al Comune dall'Ue, attraverso il Po Fesr 2007-2013, per circa 3.300.000 euro. Il Nucleo operativo del Corpo forestale regionale ha a suo tempo accertato che il materiale stava per essere riutilizzato invece di essere conferito in discarica. In particolare sembra siano stati un cestello di lavatrice, un palo dell'energia elettrica in cemento e ferro e uno pneumatico a determinare il sequestro, materiale insomma che doveva essere smaltito secondo le odierne norme in materia ambientale. Soltanto quando i rifiuti trovati saranno catalogati e smaltiti secondo legge l'area potrà essere dissequestrata. Una richiesta in tal senso l'amministrazione comunale l'ha reiterata un paio di volte ma per la Procura lilibetana prima il sito va bonificato dai rifiuti ritrovati. In seguito al sequestro sono state emesse anche 5 informazioni di garanzia: 2 per personale del parco archeologico, 2 per personale comunale e una per il rappresentante legale dell'azienda che stava eseguendo i lavori per conto del Comune. M. L. 25082012
SICILIA - Parco di Selinunte, cantiere riaprirà dopo totale ripulitura dai rifiuti
Il parco archeologico di Selinunte è stato sequestrato lo scorso 9 giugno da parte del Nucleo operativo del Corpo forestale regionale per impedire che il personale di una ditta specializzata di Menfi (Agrigento) smaltisse rifiuti provenienti dalla demolizione di una duna a sud della cittadella. I rifiuti, tra cui un cestello di lavatrice, un palo dell'energia elettrica e uno pneumatico, erano stati ritrovati sul luogo e dovevano essere catalogati e smaltiti secondo legge. La Procura di Marsala ha autorizzato l'apposizione dei sigilli e l'effettuazione della caratterizzazione dei rifiuti.
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