In occasione della visita dell'assessore regionale ai Beni culturali i dirigenti delle sezioni hanno fatto il punto delle situazioni problematiche che attendono una soluzione. Anfiteatro romano. La visita del percorso sotterraneo è inibita dalla perdurante presenza di scoli fognari provenienti dai palazzi sovrastanti. Un problema di igiene e di incolumità che chiama in causa il sindaco, principale autorità sanitaria. Il Genio civile, invece, dovrebbe intervenire per eliminare l'abuso edilizio fatto in passato dal rettore della chiesa di San Biagio che ha costruito una passerella tra gli antichi ruderi. Sarebbe necessario, inoltre, un accordo con l'università da momento che il giardino di Villa Cerami, facoltà di Giurisprudenza, grava sulle volte dell'anfiteatro mettendole a rischio. Infine andrebbe riproposto il progetto di ulteriore scavo del monumento. Teatro romano. Ancora aperto il problema degli espropri a palazzo Fasanaro che invade la cavea impedendo la visuale della scena e, dunque, riducendo il numero dei possibili spettatori. Il Tar in passato ha bloccato gli espropri e ora i 3 miliardi di lire allora a disposizione sono del tutto insufficienti. Collegio dei Gesuiti. La biblioteca regionale universitaria, fondata nel 1755, la più antica di Sicilia, è costretta negli spazi del rettorato. Per questo nel 1982 la Regione acquistò il Collegio dei Gesuiti per darle una sede adeguata. L'immobile, dopo un lungo braccio di ferro con l'Accademia di Belle Arti che vi aveva sede da decenni, è stato liberato dagli ultimi arredi, e rilasciato, nel maggio 2012. Per il restauro complessivo e il riutilizzo è prevista una spesa di 26 milioni. La sovrintendenza oggi può contare su 4,5 milioni di euro, un vecchio finanziamento, allora in lire, del 2001 per i primi lavori di messa in sicurezza che garantirebbero l'apertura al pubblico almeno del primo cortile e di una piccola parte del collegio. Il progetto è redatto da tempo, ma i lavori non partono per un contenzioso che oppone la sovrintendenza all'Ureca sul metodo dell'appalto: la prima vuole percorre la strada dell'offerta economicamente più vantaggiosa, mentre l'Ureca quella del maggiore ribasso che non garantisce la qualità di materiali e intervento. Manifattura Tabacchi. Il grande complesso, in origine caserma borbonica, è stato acquistato nel 2007 per ospitare il futuro Museo archeologico di Catania con una spesa di 4 milioni, ma ne occorrono 48 per restaurarlo e renderlo funzionale allo scopo. Il progetto è stato redatto ed è stato inserito tra quelli finanziabili. Casa Vaccarini. Restaurata parecchi anni fa, è destinata a sede del museo multidisciplinare insieme alla frontaliera Fonderia Finocchiaro, oggi utilizzata come deposito archeologico. Il trasferimento dei pezzi e dei reperti alla Manifattura Tabacchi richiede una spesa di 400.000 euro, fondi reperibili attraverso i fondi comunitari Po-Fser. Museo Verga. Negli anni '80 la Regione ha acquistato gli appartamenti sovrastante (casa Bonanno) e sottostante (casa Lazzaro) quello dello scrittore nell'ottica di metterli in comunicazione, ma finora non se ne è fatto niente. Il progetto è stato adesso finanziato con fondi Po-Fser. Ritardi nell'uso dei fondi europei. Nel corso dell'incontro si è detto che il ritardo nell'utilizzo e nella spesa dei fondi comunitari va attribuito non ad incapacità, o alla volontà politica di gestirli a proprio vantaggio a fini elettorali, ma a fattori di vario genere. Innanzitutto all'attuazione della riforma regionale che, pure «buona e giusta, ha modificato i percorsi e, dunque, fatto ritardare il recepimento delle risorse». Anche la modifica delle procedure ha contribuito a questo ritardo e così pure il nuovo decreto sulle prestazioni intellettuali che prevede che non si possa fare ricorso ad esterni se prima non si è escluso che la figura professionale di cui si ha bisogno esista all'interno delle direzioni. Incide anche e soprattutto il Patto di stabilità che blocca il tetto di spesa e impedisce il cofinanziamento delle opere finanziate con fondi europei. P. L. 25082012
SICILIA - Lo stato dei siti
L'assessore regionale visita i Beni culturali e incontra i dirigenti delle sezioni. I problemi più gravi sono:
* L'anfiteatro romano: la presenza di scoli fognari e l'abuso edilizio del rettore della chiesa di San Biagio che ha costruito una passerella tra gli antichi ruderi.
* Il teatro romano: il problema degli espropri a palazzo Fasanaro che invade la cavea e riduce il numero di spettatori.
* Il Collegio dei Gesuiti: la biblioteca regionale universitaria è costretta negli spazi del rettorato e ha bisogno di una sede adeguata.
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