RISCOPERTE. Oggi, alla vigilia della festa patronale di Sant'Alessandro, l'inaugurazione in Piazza Vecchia Un progetto affidato all'architetto bresciano Giovanni Tortelli Alla vigilia della festa patronale di Sant'Alessandro, la Diocesi di Bergamo inaugura oggi in Piazza Vecchia il nuovo «Museo e Tesoro della Cattedrale» che mette a disposizione del pubblico gli importantissimi risultati della campagna di scavi, condotta dal 2004 al 2012 sotto la direzione della Soprintendenza ai Beni Archeologici, nel sottosuolo del Duomo di Bergamo dove sono emerse le tracce di una domus romana databile al I secolo d.C., di una antica cattedrale paleocristiana risalente al V-VI secolo e di una successiva cattedrale romanica del XII secolo, avvolte nella ricostruzione rinascimentale secondo il disegno dell'architetto romano Filarete. La scoperta ha imposto di riscrivere interi capitoli della storia della città. Mentre era infatti convinzione comune che il precedente della cattedrale filaretiana fosse un'antica chiesa di modeste dimensioni, ingrandita in epoca rinascimentale, gli scavi hanno documentato al contrario che già nel V-VI secolo la Cattedrale di San Vincenzo aveva le stesse dimensioni di quella attuale, testimoniando dunque la presenza di una comunità cristiana già strutturata, importante e in qualche modo abbiente. Il ritrovamento dei resti del riadattamento romanico (XI secolo) getta nuova luce anche sui rapporti fra l'antica cattedrale romanica di San Vincenzo con l' adiacente Basilica di Santa Maria Maggiore: i due edifici, lungo la loro storia, devono aver costituito un complesso di edilizia ecclesiastica caratterizzato da una «cattedrale doppia», come si riscontra anche in altre città lombarde, ad esempio a Brescia. La rilevanza delle scoperte ha convinto la Diocesi di Bergamo ad investire ulteriori risorse nella trasformazione degli scavi in un museo della cattedrale, volendo far conoscere la storia della propria chiesa attraverso le complesse e affascinanti vicende costruttive che hanno coinvolto l'edificio. L'operazione è stata seguita dalla Fondazione Bernareggi, a cui fa già capo il Museo diocesano «Adriano Bernareggi», che ha affidato il progetto alla direzione dell'architetto bresciano Giovanni Tortelli, un vero «maestro» nel campo dell'allestimento degli spazi museali che ha al suo attivo, con il suo studio, l'allestimento del Museo di Santa Giulia con lo splendido spazio delle «domus dell'Ortaglia» e sta seguendo, in questi mesi, anche il complesso restauro della chiesa di Santa Maria della Carità. Il progetto si articola in una sezione archeologica e una sezione espositiva. La sezione archeologica presenta tra i tanti ritrovamenti, resti di una strada del foro romano con annessi abitativi, brani di mosaici paleocristiani, sepolture monumentali (come quella del vescovo Giovanni Bucelleni, morto nel 1472), il recinto presbiterale di epoca medioevale, aule sepolcrali risalenti al progetto del Filarete. Nell'area che doveva essere occupata dall'antico presbiterio, non più visibile, trovano invece collocazione alcuni preziosi oggetti di arte e di liturgia un tempo legati a questo luogo (il cosiddetto tesoro del Duomo): calici, reliquiari, croci, affreschi e paramenti sacri. Domenica 26 agosto, giorno della solennità di Sant'Alessandro patrono di Bergamo, il Museo sarà aperto per visite gratuite dalle ore 15 alle ore 20. F.D.L.