La sentenza sulle irregolarità nel piano di conversione sull'area del dismesso stabilimento Nel mirino la costruzione di 800 metri quadrati «extra» Il Tribunale ha concesso ai privati un forte «sconto»: la sanzione era stata inizialmente fissata a oltre 5 milioni Quasi due milioni di euro, per la precisione un milione e 970mila euro: a tanto ammonta la multa per gli abusi edilizi sull'area ex Marzoli. Era stata inizialmente fissata una sanzione di oltre 5 milioni, ora ridotta: c'è un sostanzioso «sconto», dunque. Ma la mega multa resta. IL TAR DI BRESCIA ha in effetti più che dimezzato la megamulta di 5,4milioni di euro pronunciandosi l'11luglio sul ricorso presentato dall'impresa edile Loda Emilio e da Cmt Due Srl, per gli abusi edilizi compiuti sul parco. Contestati circa 800 metri quadri in più, realizzati in difformità dai permessi nella ristrutturazione del complesso della ex Marzoli. Per alcuni abusi, ritenuti «insanabili», era intervenuta anche la Soprintendenza. Le verifiche dell'Ufficio tecnico di Palazzolo, che già nel 2009 accertarono gli abusi, si tradussero in una sanzione pari al doppio dei 2,7 milioni di euro che risultavano dalla valutazione fatta dell'agenzia delle entrate per la maggior superficie realizzata: 5,4 milioni di euro, appunto. La Cmt Due e impresa, assistiti dagli avvocati Maria Ughetta e Donatella Costantini, che si sono rivolti al Tar contestando sia la sanzione che la sua entità, sono riusciti ad ottenere uno sconto notevole. Questo in quanto il Tribunale amministrativo, dopo avere disposto una nuova perizia ne ha accettato le conclusioni, abbassando il valore della parte costruita in più (la sostanza dell'abuso) a 985mila euro, per cui la sanzione si è ridotta a un milione 970mila euro. Il tribunale amministrativo ha respinto la richiesta della ditta Loda, che sosteneva di non essere responsabile della parte costruita in più, senza però indicare quale altra ditta fosse subentrata nei lavori. Il Tar ha comunque accolto parzialmente il ricorso di Cmt Due, tanto sul calcolo degli oneri quanto sulla stima dell'immobile, rideterminando la sanzione nel doppio di 985.628 euro. Comunque una brutta «botta». Giancarlo Chiari