Sull'operato del dirigente dell'assesorato pesa il giudizio negativo, ma non vincolante, del Cga «Malgrado la censura, Campo non si è attenuto alle disposizioni del Consiglio di giustizia amministrativa» Palermo. E' guerra aperta al dipartimento Beni culturali della Regione Siciliana tra il dirigente generale, Gesualdo Campo, e il sindacato Cobas-Codir, che ne chiede le dimissioni. La querelle prende le mosse da un parere espresso a metà aprile dal Consiglio di giustizia amministrativa riguardo al percorso della riforma del dipartimento attuato da Campo. A presentare ricorso al presidente della Regione contro le direttive del funzionario, alla guida del dipartimento dal gennaio 2010, erano stati diversi dirigenti della stessa struttura, tra cui Adele Mormino e Sebastiano Tusa. Il Cga, cui la Presidenza della Regione si è rivolta, ha dato parere favorevole, evidenziando che le determinazioni del dirigente avrebbero dovuto passare sotto la lente d'ingrandimento proprio del Consiglio di giustizia amministrativa. Un parere «obbligatorio» ma, allo stesso tempo, non vincolante. «Non c'è alcun dubbio, infatti, - si legge nel pronunciamento del Cga - che il parere di questo Consiglio di giustizia amministrativa sugli atti aventi natura regolamentare emanati dalla Regione Siciliana sia in tutto analogo a quello che è, per i regolamenti governativi, il parere del Consiglio di Stato: ossia un parere obbligatorio, sebbene non vincolante». Lo stesso iter avrebbe dovuto seguire anche il decreto presidenziale 370 del 2010, ovvero il provvedimento attuativo della riforma di tutti i dipartimenti regionali. «Nonostante il Cga abbia accolto le tesi dei ricorrenti, censurando il comportamento dell'amministrazione, Campo non si è attenuto a ciò che il Consiglio di giustizia amministrativa gli imporrebbe - afferma Michele D'Amico, responsabile regionale del Cobas-Codir per i beni culturali - e continua a fare atti d'interpello con cui vengono messi a selezione posizioni dirigenziali di servizi e di unità operative già ritenute illegittime dal supremo organo di giustizia amministrativa. Contemporaneamente, lo stesso Campo si rende responsabile della chiusura di siti museali - prosegue la nota del sindacato -, nonostante le risorse economiche assegnate dall'Aran per le turnazioni e gli accordi dipartimentali proprio sull'aumento della fruizione del patrimonio culturale siciliano». Per questi motivi il Cobas-Codir «invita Campo a rassegnare le proprie dimissioni per manifesta incapacità nella gestione del patrimonio culturale siciliano». Secca la replica del diretto interessato che rispedisce l'invito al mittente: «Se vogliono, siano loro a dimettersi in massa. Non c'è alcuna sentenza. Stiamo parlando soltanto di un parere della sezione consultiva del Consiglio di giustizia amministrativa che, tra l'altro, non entra nel merito dell'organizzazione del dipartimento. La giunta regionale ha già affrontato il nodo - aggiunge Campo -, stabilendo di inviare al Cga tutti i testi normativi relativi alla riforma della macchina amministrativa regionale ma, ripeto, il parere dei giudici amministrativi non è vincolante. Non capisco il motivo per cui dovrei dimettermi». 25082012