La protesta Ieri sera al corteo amministratori locali, abitanti e coltivatori: nel mirino pure un impianto a biogas «DI fronte alla sordità delle autorità pubbliche potremmo compiere azioni di disobbedienza civile come contro il nucleare 35 anni, quando sfilarono insieme il movimento studentesco e il Collettivo di via dei Volsci all'estrema destra del Msi», dice Nicola Caracciolo, storico e ambientalista di Italia Nostra, ancora oggi orgoglioso dei connotati pacifici di quel corteo che nel 1977, a Montalto di Castro, aprì la strada alla crescita di un forte e diffuso sentimento antinucleare sfociato poi in due referendum vinti. La zona è la stessa. La protesta ambientalista si è spostata di pochi chilometri, a Capalbio, e punta contro nuovi obiettivi: le realizzazioni dell'autostrada Tirenica e di un impianto a biogas di cui spaventano il traffico dei tir che la centrale convoglierà in zona e le emissioni di una ciminiera sempre accesa alta 13 metri davanti alla torre medievale sul mare e al lago di Burano. Come 35 anni, ieri sera Caracciolo ha sfilato e protestato in piazza, alla stazione di Capalbio. Con lui altri personaggi noti come il senatore Furio Colombo a Gianni Mattioli, ambientalisti, amministratori locali, abitanti e coltivatori che arrivano da diversi comuni della zona e che in 2.500 hanno già firmato una petizione contro l'impianto a biogas. Ma quali saranno le azioni di disobbedienza civile dei vip e dei cittadini contrari a Tirrenica e biogas? «Magari un corteo non autorizzato, un blocco stradale, un sit in alla stazione ferroviaria dice Caracciolo tutto in assoluta non violenza e solo nell'eventualità che Regione, Provincia e lo stesso Comune continuino a non volerci dare risposte». Sulla realizzazione dell'autostrada Tirrenica - al posto della quale i contestatori vorrebbero la messa in sicurezza dell'Aurelia - la contestazione è totale. C'è anche un studio di Maria Rosa Vittadini dell'università di Venezia e della presidente della commissione trasporti del Senato, Anna Donati, che ritiene la costruzione dell'autostrada un'operazione antieconomica perché i flussi di traffico sarebbero diversi da quelli stimati dalla Sat, la società incaricata dell'opera in project financing: 31.000 veicoli al giorno invece dei 52.000 previsti. Sferza Caracciolo: «Conosciamo il tracciato ma la Sat non dice una parola di come sarà finanziato un project da 2,3 miliardi di euro. Vorremmo sapere chi darà questi soldi, a quali condizioni, con quali tassi d'interesse. In un Paese dove siamo stati abituati a vedere le grandi opere accompagnate da finanziamenti illeciti e tangenti, vorremmo essere rassicurati anche su questi aspetti e che alla fine il peso dell'opera non ricada tutto sulle casse dello Stato. Ma il danno sarebbe prima di tutto ambientale. Ci appelliamo alla Costituzione che tutela il paesaggio conclude Caracciolo Autostrada e impianto a biogas sarebbero una rovina rovesciata sulla Maremma».