Monitoraggio dopo il crollo del Pincio, ancora sopralluoghi per il muro del Valadier. L'allarme di Broccoli: restauri a metà a causa del patto di stabilità. Ci vorranno circa due settimane di lavori preliminari perché il muro del Pincio, dove l'altro ieri sono crollati nove metri di rivestimento, sia pronto per il restauro vero e proprio. Ieri il muro è stato puntellato, poi sarà pulito. Successivamente si procederà a smontare un altro tratto di rivestimento perché il restauro sia perfettamente aderente e si scaverà un po' perché la nuova pelle in mattoncini sia ben piantata nel terreno. Solo dopo partirà il restauro. Il sovrintendente Broccoli, elencando i monumenti a rischio, ha annunciato sopralluoghi e ha ricordato che molti restauri o sono ostacolati dal patto di stabilità». Il sindaco Alemanno, attaccato per l'episodio del Pincio, ha ribattuto alle accuse definendole «il peggior teorema della sinistra». «Dalla neve alla pioggia ai crolli ha detto con sarcasmo la colpa è di una sola persona: il sindaco». Broccoli: il patto di stabilità impedisce di ultimare gli interventi. A rischio i mosaici del Colle Oppio senza luce l'archivio storico capitolino. Il giorno dopo il crollo del muro di Valadier al Pincio, è stato il giorno di polemiche ancora più aspre sulla conservazione dei gioielli di questa città e poi via via, in un crescendo di toni, sull'intera gestione del sindaco Alemanno. Il Pd non ha risparmiato bordate, non solo sul Pincio («Roma crolla sotto i colpi dell'amministrazione Alemanno»), ma anche parlando di «incuria», di «ennesimo colpo al turismo». Il sindaco ha atteso fino a sera e poi ha affidato un lungo comunicato alle agenzie, liquidando queste accuse come «il peggior teorema della sinistra», sostenendo che la «città è descritta peggio di quella reale» e ricordando che Roma, «essendo di gran lunga il comune più grande d'Italia, ha difficoltà amplificate al massimo». Poi non ha rinunciato al sarcasmo: «E' tutta colpa del sindaco Alemanno. Qualsiasi cosa succeda - dal crollo del Pincio alla neve o alla pioggia - la colpa è dell'inquilino del Campidoglio. Se poi il sindaco si permette di ribattere spiegando che ci sono difficoltà oggettive, allora l'accusa e quella di fare lo scaricabarile, di addossare sempre le colpe sulla spalle degli altri. Ma è lo sguardo oltre il crollo del Pincio («in quindici giorni si sistemerà tutto» assicura il sindaco) che preoccupa gli esperti. La Sovrintendenza ai Beni culturali di Roma ha preparato una sorta di dossier, un monitoraggio della situazione, che fa tremare le vene ai polsi, che fa toccare con mano quale assurda e pericolosa situazione di sia venuta a creare nella Capitale in nome del famoso Patto di stabilità per l'equilibrio finanziario delle amministrazioni locali. E' il primo anno, infatti - questo 2012 - in cui non solo non si possono chiedere finanziamenti per opere di cui vi sarebbe urgente bisogno, ma vengono anche bloccati i finanziamenti in corso, soldi che lo Stato stesso si era impegnato a versare e che rimangono lì, inutilizzati. Con effetti catastrofici. Il sovrintendente ai Beni culturali del Comune, Umberto Broccoli, che questo monitoraggio ha voluto, è davvero molto preoccupato: «Le faccio l'esempio dell'Archivio storico capitolino, che conserva manoscritti dall'epoca di Cola di Rienzo ad oggi. Ebbene, sono stati fatti milioni di lavori per restaurarlo, praticamente è tutto pronto. Mancano le luci, però, i soldi per l'impianto non ci sono. Tutto fermo, tutto chiuso». Poi il famoso mosaico di Colle Oppio, del I secolo dopo Cristo, una scoperta che finì sui giornali di tutto il mondo. Anche qui un crudele paradosso: non ci sono i soldi per lavorarci, ma non ci sono neppure gli spiccioli per metterlo in sicurezza. Quindi si passa al tasto dolente delle Mura Aureliane, realizzate tra il 270 e il 275 dopo Cristo per difendere la città dall'arrivo dei barbari. E' sempre Broccoli che parla: «Ci sarebbe bisogno di piccole sistemazioni urgenti, in viale Pretoriano o a Porta Pia. Bloccate anche quelle, come è tutto bloccato al Mausoleo di Augusto, in piazza Augusto Imperatore. C'è anche la Torretta del Quadraro, forse il caso più emblematico. Ancora Broccoli che racconta: «E' tutto a posto, un lavoro fatto a regola d'arte per ospitarvi un centro anziani. Ma non si pub aprire: manca la recinzione, mancano i soldi per la recinzione». La conclusione è amara: «Si tratta di somme enormi che stanno andando sprecate: se non si completano i lavori il deterioramento delle strutture è in agguato. Come una casa nuova che non verrà mai abitata».