La scoperta effettuata da Rosario Gugliotta di «Sicilia Antica» tra i costoni rocciosi sottostanti il convento di Santa Maria di Gesù. L'autore sarebbe già stato individuato I costoni rocciosi, soprattutto quelli sottostanti il convento di Santa Maria di Gesù di Ispica non finiscono di stupire, vengono alla luce sculture di rilievo, tutte da studiare, da analizzare, da catalogare. Molte culture sono venute alla luce grazie alla pazienza, al lavoro, alle ricerche, soprattutto alla passione di uno degli esponenti di spicco di «Sicilia antica», l'associazione culturale-archeologica presieduta dal prof. Sesto Bellisario, studioso di archeologia, che assieme allo stesso dott. Rosario Gugliotta, sta lottando per fare ritornare ad Ispica, e museizzarlo nell'ex macello comunale, adeguatamente restaurato, ubicato proprio a ridosso del Parco archeologico della Forza, il relitto «Yppos» di Pantano Longarini, in atto a Siracusa per il necessario restauro. Dopo i volti di pietra, a centinaia, le pitture su nuda pietra, una scultura lignea rinvenuta in una grotta, le rupi tanto care ai «grandi viaggiatori», continuare a dare piacevole sorprese, grazie, come detto prima, alla passione dell'esponente di «Sicilia Antica», Rosario Gugliotta. In una grotta, ben nascosta dalla vegetazione, sono stati ritrovati bassorilievi che rappresentano personaggi biblici e profeti; in un'altra grotta sono stati portati alla luce bassorilievi raffiguranti il «Nuovo Testamento». Questi gli ultimi ed ennesimi ritrovamenti del dott. Rosario Gugliotta, che sono stati ufficializzati, diffusi, solo ora anche se la Sovrintendenza ha effettuato da diverse settimane l'inevitabile sopralluogo. L'esponente di «Sicilia Antica» ed il presidente Sesto Bellisario lanciano ora una proposta, quella di segnalare ai biblisti il ritrovamento archeologico, per effettuare i necessari studi, per individuare i personaggi raffigurati nelle sculture-incisioni. Ma chi è stato l'autore di tutte queste sculture, a centinaia? E' stata data una risposta, l'autore, sarebbe, è, Francesco Corallo, impiegato al nord ma che amava trascorrere le sue ferie, gli anni post pensione, nella sua amata Ispica, andandosi a rinchiudere nelle grotte dei costoni rocciosi - le terre sottostanti sono di proprietà della stessa famiglia Corallo. La prova indiretta che l'autore delle sculture sia stato l'ispicese Francesco Corallo, arriva dalle sculture in legno rinvenute in un piccolo studio, raffigurano quelle rinvenute sui costoni rocciosi e nelle grotte. Augurato l'intervento dell'amministrazione ispicese. 24082012