Il Parco "tiene". Nonostante un calo nei primi 7 mesi del 2012 Agrigento. Come in tutte le cose Agrigento ha due facce. C'è ad esempio quella del Parco Archeologico della Valle dei Templi, ente che gode di una ampia autonomia finanziaria e che grazie ai biglietti è in grado di gestire da sé la manutenzione delle sue aree, soprattutto quelle più prossime ai monumenti. Ma c'è anche quella della Sovrintendenza, che gestisce altre decine di siti e che attende l'invio degli operai della Forestale come una vera e propria manna dal cielo. «Il nostro ente - ha detto Giuseppe Parello, direttore del Parco della Valle dei Templi - ha nel suo organico 43 custodi e 16 operai che si occupano delle pulizia. Periodicamente invece facciamo dei progetti per la manutenzione straordinaria delle aree del Parco meno battute dai turisti». In effetti l'area più prossima ai Templi, a cominciare dalla Via Sacra, è piuttosto pulita. Uno sforzo possibile grazie agli incassi: nei primi sette mesi del 2012 il Parco dei Templi di Agrigento ha «guadagnato» 1,3 milioni di euro grazie ai suoi 313 mila visitatori. Un dato che è in calo rispetto al 2011 quando - sempre nei primi sette mesi dell'anno - si registrarono 343 mila presenze e un incasso di 1 milioni e 356 mila euro ma che è in linea con quello del 2010 (310 mila visite e 1,1 milioni di euro nelle casse). Parello non si nasconde: «Il dato delle presenza "tiene" grazie all'apertura notturna dei monumenti che fa sì che i Templi restano una meta frequentata». È anche chiaro che le aperture notturne sono possibili grazie alla presenza di custodi e soprattutto alla disponibilità di fondi per pagarli. L'altra faccia dei siti archeologici agrigentini è rappresentata dalle aree gestite dalla Sovrintendenza: «Io vedo con molto favore l'accordo siglato a Palermo - ha subito detto il sovrintendente di Agrigento Pietro Meli -. Anche in passato c'era stato l'utilizzo dei Forestali ed è stato un successo». In una ipotetica lista di siti da mettere sotto «tutela» Pietro Meli indica l'area di Eraclea Minoa con il suo teatro greco, e poi Monte Adranone, la Villa Romana a Durrueli, i siti protostorici di Licata, i Monti Sicani, l'area Vito Soldano a Canicattì. «Tutti siti - spiega Meli - in cui fare la manutenzione è impossibile a causa della mancanza di fondi. Fare il discerbamento regolarmente migliora certamente la fruizione ma aumenta anche la sicurezza dei siti e dei monumenti che vengono così sottratti al rischio incendio». Del resto basta recarsi nella stessa Villa Genuardi, in pieno centro di Agrigento, sede della Sovrintendenza, per rendersi conto di quanto la manutenzione lasci a desiderare con il giardino una volta florido adesso invaso dalle erbacce. 24082012
SICILIA - La Valle dei Templi si autofinanzia problemi per la Sovrintendenza
Il Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento ha registrato un calo nei primi 7 mesi del 2012, con 313 mila visitatori e un incasso di 1,3 milioni di euro. Tuttavia, l'area più prossima ai Templi, la Via Sacra, è piuttosto pulita grazie agli sforzi dei custodi e degli operai del Parco. L'apertura notturna dei monumenti è stata un fattore di successo, ma anche la disponibilità di fondi per pagare i custodi. La Sovrintendenza, che gestisce altri decine di siti, ha bisogno di fondi per fare la manutenzione, in particolare per il giardino della sede della Sovrintendenza.
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